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Sisma: manca il 60% dei fondi Edifici pubblici: tempi lunghi

di Giovanni Vassallo
Sisma: manca il 60% dei fondi Edifici pubblici: tempi lunghi

I dati emersi durante l’incontro tra amministratori e cittadini: in centro residenti dimezzati Benatti: serve una visione a lungo termine, attingeremo alla Ue e solleciteremo il governo

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MIRANDOLA. Il sindaco Maino Benatti, l'assessore all'urbanistica Roberto Ganzerli e il presidente dell'Assemblea Legislativa regionale Palma Costi hanno fatto il punto della situazione sulla ricostruzione mecoledì sera nel foyer del teatro in una serata organizzata dal Pd. È così emerso che il centro storico si presenta come il vero tallone d'Achille, con numerosi edifici privati disabitati (i residenti prima del sisma erano 2800, contro 1400 di oggi) e con diversi commercianti non ancora rientrati dopo le scosse del 2012. Il mercato degli affitti poi è stagnante (anche a causa delle richieste esose da parte dei proprietari) ed i negozianti rimasti attraversano un periodo di difficoltà.

«Ripopolare la piazza deve essere una priorità, e abitarci deve tornare ad essere appetibile e soprattutto conveniente - spiega Ganzerli - Penso dunque ad incentivi per le giovani coppie che decidono di tornare in centro ed alla contestuale cancellazione dell’Imu per chi decide di affittare, oltre che ad agevolazioni per coloro i quali decidono di investire sotto un profilo meramente commerciale».

«Serve una visione a lungo termine ed al passo con i tempi - spiega Benatti - Per questo puntiamo molto sulle nuove tecnologie, come il teleriscaldamento e la fibra ottica».

Ad oggi però il problema principale è che mancano i fondi. Il nuovo Psc che verrà presentato in primavera necessiterà di almeno 28 milioni. Per la ricostruzione delle opere pubbliche, inoltre, é disponibile solo poco più del 40 % delle risorse (30-32 milioni a fronte dei 70 milioni di danni registrati). Benatti si dichiara pronto ad attingere dall'Unione Europea e a sollecitare il Governo per ciò che concerne l’erogazione dei restanti finanziamenti promessi, ma intanto la strategia dell’amministrazione è quella di procedere per stralci, investendo una piccola parte dei fondi a disposizione in ogni progetto in modo tale da procedere con una ricostruzione parallela delle opere pubbliche.

Una scelta non unanimemente accettata dai presenti in sala, alcuni dei quali preferirebbero che si stabilisse una scala delle priorità e che si puntasse con decisione sul recupero di alcuni edifici di maggiore importanza strategica (ad esempio il Municipio) rispetto ad altri, mentre l’amministrazione intende accelerare sulla costruzione della biblioteca di piazza Garibaldi.

Il secondo problema riguarda invece le tempistiche di recupero. Se è vero che in città sono poche le strutture ad aver subito danni inferiori al milione di euro, è altrettanto vero che buona parte di esse (pur trattandosi di situazioni diverse da caso a caso) è ferma all’approvazione del progetto preliminare. Le idee dunque sono già chiare, ma ci vorranno anni prima che vengano tradotte in realtà. Per il Castello dei Pico, che ha registrato 10 milioni di danni solo per la porzione di edificio in mano al Comune, serviranno infatti 5-6 anni. Stesse tempistiche per il Municipio e per l’ex-Milizia (anch'essa in mano a più soggetti), che diventerà la sede di carabinieri, Inps ed Agenzia delle Entrate.

É pronto il progetto preliminare del teatro, che ha subito 4.5 milioni di danni, mentre serve l'ok per quello relativo al palazzo ex-Gil, che ospiterà commissariato e polstrada. Per quanto riguarda le scuole, infine, il Luosi ha riaperto la sede di via Barozzi, mentre per il Galilei serviranno almeno 2 anni.

«Se non ci saranno intoppi, la ricostruzione privata terminerà prima di quella pubblica - spiega il sindaco Benatti - Contiamo di chiudere la questione delle pratiche, così come quella dei Map, entro i prossimi 2-3 anni».

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