«Ti finanzio se assumi» ma le ditte non aderiscono
Fiorano. Il progetto dell’amministrazione non ha ottenuto l’adesione sperata L’assessore Biagini: «Dobbiamo studiare aggiustamenti e semplificazioni»
FIORANO. Nonostante la proposta fosse certamente interessante, non ha fatto breccia: il Comune di Fiorano lo scorso anno aveva messo a disposizione delle aziende disposte ad assumere un lavoratore da famiglie a reddito zero, 500 euro al mese per abbattere il costo di quell'impiego. Il concetto espresso dal sindaco, che allora era Claudio Pistoni, era che quegli stessi soldi sarebbero finiti, a fondo perduto, alle stesse persone per sostegno alla loro vita famigliare e rappresentava una scelta di politica sociale attiva, l'idea di destinarli a una disponibilità lavorativa da attivare. Venne realizzato una sorta di bando aperto, vennero messi a disposizione gli elenchi delle famiglie e dei soggetti potenzialmente interessati, compresi curriculum ed elenco di possibili competenze. Ma il progetto non è decollato. Ci sono stati diversi interessamenti, ma solo due attività hanno usufruito di questa possibilità. Nessuna, sebbene fosse possibile e previsto, è di ambito produttivo industriale, ma si è trattato di ristoranti ed esercizi pubblici, che ne hanno fruito fra l'altro per pochi mesi. Ora, mentre si pensa a revisionare l'iniziativa, sono arrivate in realtà alcune proposte in aggiunta a quelle già accolte, per un totale di altri quattro o cinque lavoratori. Ma comunque, rispetto agli stanziamenti effettuati, siamo a cifre più basse e quindi parte dei fondi destinati con l'ultimo assestamento di bilancio verrà stornata da questo capitolo. Non è la fine della storia, ma l'inizio di un nuovo capitolo, come spiega l'assessore ai servizi sociali Marco Biagini: «La proposta non ha avuto gli effetti che speravamo, anche se in questi ultimi tempi si è rinnovato un po' di interesse. Pensiamo ancora che si tratti di un'idea vincente ma che vada modificata nelle modalità e nella comunicazione agli interessati. Per esempio, la modalità che prevedeva che le aziende si recassero ai servizi sociali a visionare gli elenchi delle persone disponibili, va modificata perchè probabilmente costituisce un freno a un possibile contatto. Anche le modalità con cui l'iniziativa viene pubblicizzata dovranno cambiare e non passare più solo dai canali tradizionali, per raggiungere effettivamente le imprese che potrebbero accostarsi a questa proposta. L'anno prossimo quindi non sospenderemo il progetto e lo rifinanzieremo, studiando nuove modalità. Altre iniziative di politica sociale attiva hanno in realtà avuto maggiore successo in questi mesi, per esempio i tirocini formativi per under 35, rendendo chiaro che è nelle modalità della proposta che bisogna lavorare per rilanciarla».
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