Unioni civili, sì al registro ammesse le coppie gay
Il Consiglio vota la mozione per «assicurare pari opportunità a tutti i cittadini» Operativo nel 2015. Gelli (Pd): «Stimoliamo la riforma». Barbi (Fi): «Parole vuote»
Entro giugno 2015 anche la città di Carpi avrà un registro delle unioni civili che potrà ospitare sia le unioni tra due persone sia dello stesso sesso, sia di sesso diverso.
È questa la novità uscita dal consiglio comunale di giovedì sera, che ha approvato in larga maggioranza la mozione presentata dal Pd con la quale si richiede l’istituzione di tale strumento “per assicurare pari opportunità a tutti i cittadini”.
Il documento è stato votato favorevolmente da Pd e Movimento 5 Stelle, mentre Carpi Futura è uscita dall’aula, e il resto dell’opposizione ha votato contro.
Anche a Carpi, dunque, alla stregua di altre città come Modena, arriverà il registro delle unioni civili “in cui fare confluire - si legge nel testo della mozione - la registrazione volontaria delle unioni tra cittadini e cittadine carpigiani dello stesso sesso o di sesso diverso, che abbiano o meno contratto matrimonio all’estero”.
La mozione impegna anche il sindaco a promuovere ogni azione utile, anche in sede Anci, per promuovere il processo legislativo nazionale sui tempi delle unioni civili con l’obiettivo dell’estensione di diritti e doveri a tutti i cittadini. Viene, inoltre, dato mandato alla terza commissione di realizzare la fase di studio e attuativa insieme ai tecnici.
«Si tratta di un segnale importante da parte dell’Amministrazione comunale verso l’estensione di diritti per tutte le forme di unioni affettive tra cittadini carpigiani - sostiene il capogruppo Pd Paolo Gelli - nell’attesa che diventi realtà l’impegno comunicato dal Governo a lavorare per una Legge nazionale. Noi pensiamo che chi amministra le comunità locali possa stimolare processi di riforma, ma debba rispettare le normative e le regole nazionali, evitando di creare scontri istituzionali come in parte è successo sulle trascrizioni dei matrimoni gay celebrati all’estero».
Del parere opposto Massimo Barbi, consigliere Forza Italia. «Per un’ora in consiglio abbiamo continuato a parlare del nulla - attacca Barbi - sarà anche un gesto di civiltà la creazione di un registro delle unioni civili. Però ricordiamoci che le leggi le fa il Parlamento a Roma. E noi da qui non possiamo incidere più di tanto sulle decisioni che prendono lì ed è inutile, quindi, che ce la cantiamo in modo autoreferenziale dicendoci che siamo stati bravi… ».
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