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«Amianto, una class action per chiedere risarcimenti»

di Serena Arbizzi
«Amianto, una class action per chiedere risarcimenti»

Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale: «Il problema esiste e le autorità non possono temporeggiare». Belpoggi: «Occorre bonificare»

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«Un’azione collettiva risarcitoria per danni, anche morali, nel caso le autorità continuino a temporeggiare sul problema amianto». Questa la sfida lanciata da Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, durante l’affollata conferenza di ieri pomeriggio al circolo Gorizia. L’appuntamento, organizzato dall’Ona, ha ospitato pareri di esperti in campo medico e scientifico e sono state espresse forti perplessità sull’introduzione del particolato a base di monossido di zinco nell’acqua, sperimentazione, tra l’altro, in ritardo sulla tabella di marcia, perché avrebbe dovuto partire entro l’estate. All’incontro erano presenti numerosi cittadini a conferma di quanto sia sentito il problema. «Credo che serva una forte cautela nell’introdurre una sostanza chimica come lo zinco nell’acqua - ha detto Fiorella Belpoggi, ricercatrice all’istituto Ramazzini di Bologna - Non è la scelta ottimale. Occorre portare avanti una bonifica di tutte le aree, partendo da quelle in cui l’amianto è presente in misura quantitativamente maggiore. Inoltre, si potrebbe intervenire tramite il filtraggio alla fine della tubazione, ovvero, quando, l’acqua arriva nei rubinetti. Un’altra soluzione potrebbe rivelarsi il rivestimento delle tubature in Pvc, una sostanza chimica dichiarata inerte che, inizialmente, potrebbe alleviare i costi di rifacimento degli impianti». Belpoggi è intervenuta anche a proposito dell’acqua utilizzata per cucinare i pasti nelle mense scolastiche. «Non si può escludere il rischio di contaminazione - prosegue Belpoggi - ma è molto limitato e non è maggiore rispetto a tutte le aree industrializzate dove si è fatto un uso dissennato dell’amianto». Si è tornati a parlare anche dell’eternit depositato a cielo aperto a San Felice. «Consiglio di fare monitoraggi ripetuti dell’aria - ha concluso la ricercatrice al riguardo - e di seppellire l’amianto sotto terra». Al termine dell’incontro, poi, è intervenuto il prof Isidoro Giorgio Lesci del dipartimento di chimica dell’università di Bologna, il quale ha rivelato come si stia mettendo a punto un filtro che non lascerebbe passare l’amianto. «Secondo il progetto che è in fase di studio l’amianto entra in un tubo che assicura un filtraggio di 50 nanometri - ha spiegato Lesci - l’amianto non può passare attraverso queste dimensioni e, di conseguenza, viene bloccato. Si vedrà se le istituzioni saranno pronte a recepire questa soluzione». Sullo sfondo dell’incontro c’è stato spazio anche per una polemica di carattere politico: all’appuntamento era presente la candidata alla presidenza della Regione per il M5S Giulia Gibertoni e tra i presenti c’è chi non ha gradito le manifestazioni di stima espresse da Bonanni nei suoi confronti.

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