Ausl, stipendi dei manager all’esame Renzi
La volontà è quella di arrivare, gradualmente, ad un’unica azienda che copra più province
Un solo manager per più province? Questo è il piano al quale sta lavorando la Regione - che nomina i direttori - per le aziende Usl dell’Emilia Romagna, come riferito anche ieri da Repubblica.
In Romagna è già successo tra Cesena, Forlì, Rimini e Ravenna, seguendo quello che Renzi vorrebbe razionalizzare: Andrea Des Dorides è il super-manager che con 149mila euro copre quattro aziende.
Nel 2013 erano 19 i manager emiliani e hanno portato a casa in stipendi oltre 2,6 milioni di euro (lordi). Una cifra rilevante, anche se il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin a Bologna ha sottolineato che «il problema non sono gli stipendi, ma il fatto che una parte deve essere vincolata agli obiettivi da raggiungere».
Le retribuzioni variano, ma non sono legate all’estensione delle province e al numero di cittadini serviti. Francesco Ripa di Meana, ad esempio, dg della Ausl di Bologna, l’anno scorso ha incassato 178.642 euro, bonus compresi.
Cifra di poco superiore a Paolo Saltari di Ferrara, che arriva a 172.687 euro. Ma l’Ausl ferrarese ha un terzo degli abitanti di Bologna. Anche sotto le due Torri le sorprese non mancano. Nonostante stia per partire la Città metropolitana, le Ausl restano due: a quella di via Castiglione si somma l’azienda sanitaria di Imola, guidata da Maria Lazzarato per 167.477 euro l’anno (il suo contratto è stato rinnovato fino al 2017).
Nel resto della via Emilia ognuno ha il “fortino” sanitario e relativo direttore generale (di nomina regionale).
A Modena c’è Mariella Martini (154.937 euro), a Parma Massimo Fabi (172.687 euro), a Piacenza Andrea Bianchi (149.772 euro), a Reggio con identico stipendio per il dirigente Fausto Nicolini.
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