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«Il crollo al Carani: Comune paga consulenze esterne»

di Andrea Gilioli
«Il crollo al Carani: Comune paga consulenze esterne»

Caselli: «Così la giunta Pistoni sfiducia i propri tecnici e spreca denaro. Se vuole chiudere la stagione lo dica»

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Il futuro del teatro cittadino è al centro delle preoccupazioni della lista civica Sassolesi, che ha anche fatto un interrogazione consigliare sul tema. Ieri mattina, l'ex sindaco Luca Caselli, insieme a Claudio Corrado, ex assessore alla cultura, e a Camilla Nizzoli, ha fatto il punto sullo stato del Carani, inagibile dopo il crollo di una porzione di controsoffitto lo scorso 24 ottobre. «È molto grave – ha spiegato Caselli, capogruppo della civica – che l'atto di nomina di un consulente esterno non ci sia stato consegnato. Peraltro questa scelta, quando ci sono fior di professionisti interni al Comune, è uno spreco di soldi e anche un gesto di sfiducia del sindaco verso i propri dipendenti. Forse stanno aggiustando la determina dato che, durante il Consiglio, ho fatto presente il rischio di danno erariale?». Il riferimento è a una determina, citata dall'assessore Giulia Pigoni in consiglio, con la quale la giunta ha nominato un consulente esterno per valutare i danni della struttura e i relativi costi di ripristino, che i consiglieri di opposizione non hanno ricevuto e per la quale hanno chiesto un accesso agli atti. L'esperto esterno, nominato per redigere una perizia da contrapporre a quella della proprietà del teatro, dovrebbe fare il sopralluogo martedì, ed il responso è previsto per il 27 novembre. Per la proprietà, che ad oggi incassa 90 mila euro annui di canone di affitto (ma 37mila tornano al Comune come Imu), il danno è dovuto a infiltrazioni e non a problemi strutturali: percio la riparazione spetta al Comune, inquilino fino al luglio 2015. «Non si puo parlare di incuria – ha precisato l'ex assessore Claudio Corrado – perchè il Carani è sempre stato controllato e ha ricevuto le necessarie autorizzazioni anche dopo il terremoto. La giunta però sta temporeggiando, e questo non ci va bene. Se vuole chiudere il Carani abbia il coraggio di smentire davanti alla città le promesse fatte agli elettori. In caso contrario si dia da fare, come facemmo noi dopo il sisma, allestendo a tempo record un arena spettacoli sostitutiva, chiamando a raccolta le forze economiche. Nell'edificio sono stati fatti lavori importanti negli ultimi mesi, si dovrebbe capire, ad esempio, se il cantiere ha responsabilità nel crollo. Ad oggi non si sta muovendo nulla, la società che gestisce la stagione sta annullando gli appuntamenti e sarà pressoche impossibile, anche volendo, riavere un cartellone per la stagione invernale. Manca lo spazio per scuole e associazioni, ma nel frattempo i soldi dedicati sono fermi in bilancio e non si possono spendere. Niente eventi, niente teatro, una città sempre piu morta».

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