L’autobiografia dell’emergenza di Gian Carlo Plessi
BOMPORTO. «Una testimonianza esemplare». Così Franco Gabrielli ha ricordato la storia di Gian Carlo Plessi. Il volontario della Protezione Civile di Bastiglia ha ricevuto un riconoscimento dal...
BOMPORTO. «Una testimonianza esemplare». Così Franco Gabrielli ha ricordato la storia di Gian Carlo Plessi. Il volontario della Protezione Civile di Bastiglia ha ricevuto un riconoscimento dal prefetto per il racconto “2x146-alluvione di Bastiglia”. Il testo è stato pubblicato online in forma integrale nella sezione “Presa Diretta” del sito della Protezione Civile. In esso Plessi ha messo nero su bianco i ricordi dell’alluvione, a partire dal 19 gennaio 2014, che ha aperto un solco nella storia di ogni bastigliese.
«La mattina sembrava una delle tante - si legge nel testo integrale - di quelle dove i bambini al loro risveglio vengono a letto con mamma e papà. Fu in quel momento che ricevetti il messaggio della protezione civile, che richiedeva disponibilità immediata di tutti i volontari. Seppi al telefono che le acque del fiume Secchia minacciavano il nostro paese per cui misi immediatamente in pratica quello che il manuale dice cioè “portare tutto ai piani alti e sostarvi”. Non era chiaro quanta acqua e in quanto tempo sarebbe arrivata a Bastiglia, perciò dovetti scegliere cosa portare su, le cose più care, i ricordi di famiglia, e le più utili, una cernita di cose sull’istante, scelte veloci a cui non siamo abituati».
Gian Carlo ha ricordato che «la situazione più dura da gestire emotivamente» è stata una telefonata in cui il figlio gli domandava di tornare a casa perché l’acqua non smetteva di entrare. Si leggono le attività febbrili di quei giorni, la perdita dell’amico Giuseppe Oberdan Salvioli e finalmente il rientro a casa. «Mi resi conto solo diversi giorni dopo, quanto benessere trasmetteva una normale giornata di sole». (g.f.)
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