Gazzetta di Modena

Modena

«Un piano di aiuti per disoccupati over 40»

di Alfonso Scibona
«Un piano di aiuti per disoccupati over 40»

L’ex assessore Barbieri: «Molti hanno a carico famiglie e alcuni devono fare i conti pure con gli sfratti»

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«Attualmente in Italia ma anche nella nostra città si tende a identificare la disoccupazione con la disoccupazione giovanile. Ma c’è un'altra disoccupazione quella adulta, un drammatico fenomeno sociale in continua crescita, che coinvolge a Sassuolo oltre 278 persone e altrettante famiglie». L'allarme è lanciato dall'ex assessore ai servizi sociali ed oggi rappresentante in consiglio della lista civica “Sassuolo 2020” Giorgio Barbieri. «Molti di questi disoccupati adulti – continua Barbieri - hanno a carico famiglie con figli minori e con degli sfratti esecutivi in corso. Questi dati che avevo raccolto quando ero assessore ai servizi sociali si riferivano ad ottobre 2013 ma visto come stanno andando le cose penso che ad oggi siano aumentati di numero. Il 60% erano uomini e la stragrande maggioranza di questi avevano terminato gli ammortizzatori sociali ritrovandosi senza lavoro, il 40% erano donne spesso sole o separate; delle 278 persone 53 stranieri. Se la disoccupazione giovanile tarpa le ali ai nostri ragazzi, impedendo loro di progettare e costruire il proprio futuro, la disoccupazione adulta si abbatte sulle persone sradicando vite, devastando famiglie. E se non si è supportati da una rete di salvataggio, da parenti e amici, se non si dispone di adeguate risorse proprie, è la morte civile, il nulla. È indispensabile intervenire localmente con progetti che vadano incontro a questa categoria di persone perché la disoccupazione degli over 40 porta inevitabilmente le persone e le famiglie in una spirale di povertà, anticamera di un emarginazione ed esclusione sociale dalle quali può non esserci ritorno. La disoccupazione adulta è la meno conosciuta, quella di cui più si tace. Il primo passo per affrontare il drammatico fenomeno sociale della disoccupazione adulta è riconoscere l'esistenza per contrastarla con interventi mirati e qualificati». Una piaga sociale che ancora non è esplosa completamente.

«Essere disoccupati dopo i 40 anni – aggiunge - spesso vuol dire non riuscire a far fronte alle scadenze economiche più impellenti: rate del mutuo, canoni di locazione, bollette di acqua, luce, gas, spese per la salute della famiglia, per l'istruzione dei figli e le spese alimentari. Credo che un Comune unitamente alle istituzioni come lo Stato e le Regioni, abbiano l’obbligo di farsi carico di questo enorme problema investendo sulle persone over 40 tramite piccole iniziative ma efficaci e concrete per tutti come ad esempio i tirocini formativi o addirittura appoggiarsi ad una cooperativa lavoro per impiegare il più alto numero di questi disoccupati per lavori socialmente utili per la nostra città».

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