Bologna, scorie sotto la sede Hera: c'è l'inchiesta
Il fascicolo, in mano al Pm Giuseppe Di Giorgio con delega d'indagine ai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico), nasce in seguito a due denunce risalenti a prima dell'estate.
La presunta presenza di scorie tossiche nel terreno sottostante la sede di Hera a Bologna, in viale Berti Pichat, di cui ha trattato ieri sera 'Report' su Rai3, è al centro di un'inchiesta della Procura. Il fascicolo, in mano al Pm Giuseppe Di Giorgio con delega d'indagine ai carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico), nasce in seguito a due denunce risalenti a prima dell'estate. La prima, a quanto si apprende, accusa la multiutility e arriva dal titolare della società Cogefer, in trattativa da lungo tempo e poi in contenzioso con Hera sull'acquisto di un lotto di terreno nell'area, per edificarlo. La trattativa si interruppe e sulla rescissione del contratto è in atto una causa civile tra le due parti. L'imprenditore, Corrado Sallustro, ha denunciato Hera perchè si ritiene danneggiato dalla presenza del materiale pericoloso in un'area confinante a quella dove sarebbe dovuto sorgere il cantiere. La contro-denuncia di Hera Spa, firmata dal presidente Tomaso Tommasi di Vignano (assistito dall'avvocato Guido Magnisi), respinge le accuse, ritenendo a propria volta l'immagine della società danneggiata da ipotesi calunniose. L'indagine di Procura e carabinieri avanza con accertamenti documentali. Per verificare la presenza delle scorie occorrerebbe procedere con carotaggi nel terreno. Non è escluso che si possano fare, ma una difficoltà è rappresentata dal fatto che l'area dove si dovrebbe scavare è edificata. "Dopo le sconvolgenti rivelazioni di Report su Hera chiediamo le dimissioni del sindaco di Bologna Virginio Merola e del presidente della Societa', Tomaso Tommasi di Vignano, e che il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti riferisca in Parlamento su questa bomba ecologica nascosta nel cuore di Bologna". Lo scrivono in una nota il senatore Carlo Giovanardi (Ncd) e il candidato presidente della Regione dei Popolari per l'Emilia-Romagna, Alessandro Rondoni.
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