«Bonaccini e Fabbri? Per loro il confronto è troppo scomodo»
Medolla. Parole dure di Sisma.12 per i candidati di Pd e Lega che non si sono presentati al dibattito sulla ricostruzione
MEDOLLA. La mancata partecipazione dei candidati alla presidenza della Regione Stefano Bonaccini e Alan Fabbri al confronto organizzato da Sisma.12 sabato sera a Medolla suscita più scalpore dei contenuti del dibattito stesso. Non si placa la polemica per l’assenza dei due big sabato sera: Bonaccini era in Romagna e ha mandato Claudio Broglia a sostituirlo; Alan Fabbri era a Finale, a una cena con Matteo Salvini. «Non abbiamo fatto una piega – commenta Sandro Romagnoli, portavoce di Sisma.12, riferendosi agli assenti - Abbiamo preso atto, ancora una volta, della coerenza del loro comportamento. Quando si tratta di sottoporsi ad un confronto sui temi concreti, non si presentano. Confrontarsi con i fatti non significa fare un giretto da una parte all’altra come nel caso di Bonaccini, o fare la bodyguard di Salvini nel caso di Fabbri. E non possiamo fare a meno di notare che, da una parte ci siamo noi che pensiamo che il cittadino debba essere parte attiva e dall’altra c’è chi ritiene debba essere folla plaudente. Nessuno all’incontro con candidati si sarebbe aspettato un “coup de theatre” in grado di cambiare le sorti di una campagna elettorale che si sta noiosamente incamminando verso la sua conclusione tra cene, proclami e gite nei mercati paesani. E, in effetti, un colpo di scena non c’è stato. C’è stata una buona affluenza di cittadini, ma quasi nessun supporter; persone che, più che altro, volevano capire e che, a volte, hanno detto la loro, animando il dibattito. Per quanto riguarda i candidati, Rondoni dell'Udc non s’è visto e non aveva nemmeno risposto al nostro invito. Alan Fabbri, candidato di Lega, FI, FdI, è venuto nella Bassa ma non si è fatto vedere al confronto; d’altra parte non dovevamo parlare di rom e immigrati e, per quanto riguarda le politiche della ricostruzione non avrà da dire nulla ora, esattamente come non ha detto nulla di diverso dal Pd in questi trenta mesi. Bonaccini ha mandato a rappresentarlo il senatore Broglia, il quale si è trovato nella posizione di chi si trova a dover difendere l’indifendibile senza prendere impegni. Poi ci sono stati quelli che la faccia ce l’hanno messa davvero; Gibertoni (M5S), Quintavalla (L’Altra Emilia Romagna) e Mazzanti (Liberi Cittadini) che, pur con differenze sostanziali tra loro, mostrano come sia sempre più necessario un rinnovamento della politica» conclude Romagnoli.
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