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Ferioli: «Non sono un bugiardo, ora basta»

Ferioli: «Non sono un bugiardo, ora basta»

Finale. Lo sfogo del sindaco accusato di conflitto d’interessi: «Inaccettabili minacce e menzogne»

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FINALE. La presunta incompatibilità tra il ruolo di sindaco e di socio nella Dwb, società che offre servizi internet anche al Comune, porta il sindaco Ferioli ad una dura replica verso chi lo considera una “bugiardo” e che nel corso dell’ultimo consiglio comunale lo aveva attaccato, chiedendone le dimissioni.

«Per prima cosa va detto che non esiste alcun reato, né esiste alcuna indagine, né ho mai incassato denari. Chi dice il contrario dice palesemente il falso. La presunta incompatibilità riguarda il rapporto che la Dwb ha dal 2001 con il Comune di Finale per la gestione del sito web (importo di 1700 euro + Iva/annui). Non esistono altri rapporti né servizi attivi o attivati. Il mio rapporto con la Dwb (da me mai nascosto) è stato tirato in ballo il 9 settembre da una lettera anonima, letta dalla minoranza in consiglio, sul fatto che lucravo sul Comune e non dichiaravo i dividendi della società. Ho risposto molto sinteticamente che non ero più Amministratore Delegato, avevo ceduto delle quote e non mi interessavo alla società, oltre a non guadagnare un euro (la Dwb è in netta perdita in tutti i bilanci). E visto che le visure camerali sono pubbliche - continua il sindaco - io (non altri ma io) invitavo la minoranza a informarsi tramite queste procedure. Non esiste quindi nessuna menzogna né tentativo di nascondere la verità, tantomeno al consiglio, perché questo era ciò che era successo dopo la mia elezione a sindaco».

Analizzata la situazione del presunto conflitto d’interessi, finito sul tavolo del prefetto dopo un esposto firmato dai consiglieri di opposizione Maurizio Poletti e Maurizio Boetti, ecco lo sfogo del sindaco combattuto tra il rispetto di chi ha dato tanto “e gratis” al Comune e chi attacca. «Da ciò mi permetto di esclamare: basta. Non voglio leggere più queste affermazioni sui giornali né da altra parte, non ci sono menzogne né occultamenti, invito a visionare il filmato del consiglio del 9 settembre. Ma dato che sono stato vittima di una mia ingenuità e per evitare ogni tipo di accusa o dubbio ho deciso che il Comune e la Dwb non avranno più il rapporto per la gestione internet dopo 13 anni, causando un costo al Comune di 3-4000 euro solo per il trasferimento e un aumento dei costi gestionali annuali se vogliamo mantenere le stesse qualità. Inoltre sono dispiaciuto per i ragazzi della Dwb che hanno lavorato gratis per due anni, su mia richiesta, durante tutta l'emergenza terremoto, dando la possibilità al Comune di incassare donazioni e dando comunicazioni puntuali a cittadini. Potevo anche non far cessare il servizio web cambiando tutto il Cda, ma questo avrebbe causato ulteriori polemiche».

«Non mi nascondo dietro un dito né mai lo farò. Sono responsabile delle mie azioni ma credo che tutta questa vicenda avrà come risultato solo la mia forte amarezza, l'infangamento di bravi ragazzi, l'aumento dei costi per il Comune e l'ennesima polemica al calor bianco. So anche che su altre vicende sono già stati fatti altri esposti, altre denunce, altri documenti per magistrati, Corte dei Conti e forze dell'Ordine. So anche che sono stati minacciate altre persone di azioni legali sul loro lavoro nel post sisma con affermazioni molto pesanti. E così che stiamo vivendo la politica a Finale ed è questo il modo di dare risposte ai cittadini dopo la più grande tragedia che ha colpito la comunità».

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