«Il nuovo Santo è una gioia per Modena»
Domenica il Papa proclamerà Amato Ronconi. Don Gregorio sarà a Roma: «È la storia di un miracolo stupendo»
«Un raggio di sole su Modena. In una terra tanto operoso abbiamo un nuovo santo. Evviva!» È felice come un fanciullo, don Gregorio Colosio, il celebre monaco benedettino di San Pietro.
Perché la canonizzazione di Amato Ronconi - il Beato che domenica prossima diventerà Santo e la cui causa di canonizzazione è iniziata grazie ad un miracolo riconosciuto e compiuto su un bambino modenese nel 1949 - è in qualche modo opera anche sua.
«È stato possibile grazie alla concretezza del lavoro di Amato Morotti, questo importante funzionario della Fiat Trattori che viveva nelle fede e che ha speso la sua vita per far conoscere la storia di questo beato del suo paese (Morotti era di Saludecio) e del miracolo del quale è stato intercessore».
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Don Gregorio racconta che fin da subito prese sul serio la vicenda: «Ho conosciuto tramite Morotti la passione e la bellezza di questo miracolo che ora finalmente porta alla santificazione di un benedettino. Morotti ha composto un dattiloscritto di 500 pagine raccogliendo ogni sorta di prova. E io ero presente quando nel 1991 si riunirono i vescovi di Modena e Rimini per discuterne. Domenica sarà un grande giorno per due città».
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Di quel bambino modenese miracolato dal beato monaco benedettino romagnolo si sono perse le tracce da più di vent’anni. Domenica in Vaticano, quando Papa Francesco proclamerà la canonizzazione di Amato Ronconi da Saludecio, monaco vissuto alla metà del XIII secolo, e di altri cinque nuovi santi, accanto al Santo Padre ci sarà anche un testimone, ovvero una persona che conosce bene la storia del miracolato. Probabilmente un familiare di Alessandro Raimondi, quel bambino guarito da una malattia e diventato poi dipendente di un’azienda ceramica sassolese.
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La funzione è già stata organizzata nei dettagli e comunicata ai partecipanti a diverso titolo alla funzione. Innanzitutto all’avvocato Paolo Morotti, figlio di quel Amato Morotti - funzionario Fiat addetto alle relazioni pubbliche, uomo molto devoto al benedettino di Saludecio, suo paese d’origine e infaticabile raccoglitore di prove di quel miracolo del quale fu tramite - e don Gregorio Colosio, il benedettino di San Pietro che ha aiutato ad arrivare a questo risultato. Alle 8.30 si terrà la messa sul sagrato di San Pietro con Papa Francesco, quindi nella Cappella papale il Papa proclamerà i sei nuovi santi, tra i quali Amato. E solo dopo fisserà la data del calendario per ricordarlo. Allora Modena e Rimini saranno unite per il nuovo santo, un sant’uomo pio, ospitale e generoso, legato alla vita monastica vissuto a metà del Duecento che ha lasciato una sorta di santuario con le sue reliquie venerate da tantissimi fedeli romagnoli. «Ora che diventerà santo - spiega don Gregorio - il suo culto non sarà più locale, ma universale». Anche grazie a Modena.
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