Vendola: «Con il Pd per sostenere un’esperienza di buon governo»
Il leader di Sel, in città per le Regionali, incontra candidati e simpatizzanti alla polisportiva Modena est «Al netto di alcune ombre l’Emilia resta un modello. Costruiamo un’alternativa al berlusconismo»
Domenica elettorale a sfondo modenese per il fondatore, nonché leader nazionale, di Sel, Nichi Vendola. Ad una settimana esatta dalle ormai imminenti elezioni regionali, il governatore pugliese ha partecipato ad un “pranzo popolare”, ultima tappa di un weekend di eventi che lo ha portato a girare buona parte dell’Emilia Romagna. Un’iniziativa che ha chiamato a raccolta un centinaio di simpatizzanti, riuniti presso la polisportiva di Modena Est. Un modo, spiega lo stesso Vendola, per supportare i candidati - «facce belle, con alle spalle storie assolutamente pulite, di passione politica autentica».
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Presidente, dopo lunghe discussioni Sel ha deciso di entrare in coalizione con il Pd per la corsa alla Regione. Perché questa scelta?
«Abbiamo governato insieme per un tempo lungo, una scelta differente sarebbe stata curiosa, poco comprensibile. Noi difendiamo le esperienze di buon governo. E, al netto di alcune ombre, e ricordando che tutto è perfettibile, credo che l’Emilia Romagna sia e resti una delle esperienze più evolute dal punto di vista della programmazione che va incontro ai diritti, ai bisogni dei cittadini, della rete sanitaria di eccellenza, i servizi sociali. Il modello emiliano rimane un esempio, molti di noi sono venuti a studiarlo. In Puglia stiamo facendo ora ciò che qui è stato fatto nel dopoguerra».
Ciononostante, non è stata una decisione facile. Almeno a Modena, dove la base è risultata decisamente spaccata sull’argomento. In tanti parlano di contraddizione, soprattutto perché Bonaccini è considerato un “fedelissimo” di Renzi.
«Non vedo la contraddizione. Se avevamo un dissenso di fondo nei confronti del governo regionale dovevamo uscire dalla giunta». «Piuttosto - e qui tira in ballo il livello nazionale - noi siamo qua anche per rimarcare la contraddizione del Pd, che si trova al governo con una formula spuria, direi inquinata e anche inquinante, con una parte inguardabile del centrodestra. Vogliamo mandare un messaggio al popolo del Pd: votate Sel per ricostruire l’alternativa al berlusconismo».
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Lei ha detto, parlando del modello emiliano, che «tante cose buone sono state fatte». Cosa è rimasto indietro?
«È necessaria una riconversione ecologica del modello di sviluppo dell’economia. La cementificazione selvaggia non è più sopportabile. Dobbiamo puntare sul recupero e la riqualificazione».
A pochi giorni dalle elezioni regionali, lo scandalo dei rimborsi elettorali è tornato agli onori delle cronache. Come possono i cittadini tornare a credere nella politica?
«Su venti regioni, 19 sono coinvolte da Rimborsopoli. Ne resta fuori una. Si chiama Puglia, è la “mia” regione. Si può fare come abbiamo fatto noi. Io ho trasferito ai gruppi pochissime risorse, quelle essenziali per il pagamento delle spese logistiche. La Regione Puglia è forse quella che costa meno in Italia. Poi bisogna anche imparare a distinguere: un conto è spendere i soldi per un manifesto elettorale, un altro conto è impiegarli per comprarsi le mutande verdi, i diamanti o addirittura il vibratore».
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