Bevservice, 110 posti di lavoro a rischio
Campogalliano. Allarme dei sindacati: il sito produttivo che due anni fa era della Coca Cola ora rischia l’azzeramento
Se un paio di anni fa il sito dell’azienda di bevande Coca Cola a Campogalliano occupava complessivamente oltre 130 lavoratori, fra poco si corre il rischio dell’azzeramento. E tutto questo nonostante una buona parte di questi lavoratori sia passata alla società Bevservice, sempre a Campogalliano, che si occupa dell’assistenza tecnica alla clientela.
I sindacati modenesi Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil rilanciano l’allarme per i lavoratori del sito di Campogalliano: «Il 12 novembre - dicono i sindacati - in Confindustria a Modena la proprietà di Bevservice ha riconfermato la volontà di procedere a ulteriori 110 licenziamenti chiudendo l'attività nella sede operativa di Campogalliano (uffici e officina) e un forte ridimensionamento dei tecnici esterni».
Da sottolineare che di questi 110 lavoratori a rischio di licenziamento, una sessantina riguarda direttamente la sede di Campogalliano mentre gli altri cinquanta sono sparsi in giro per l’Italia. Ed ecco perché si può a ragion veduta parlare della chiusura definitiva del sito di Campogalliano, tanto sotto il marchio Coca Cola quanto sotto quello di Bevservice.
«La società Bevservice - continuano i tre sindacati - nasce il 2 gennaio 2013 da un conferimento di ramo d'azienda di Coca-Cola Italia (che ne detiene una quota societaria del 20 per cento) della propria assistenza tecnica e di manutenzione degli impianti frigoriferi e di distribuzione con 278 addetti. Con questa nuova procedura di mobilità il gruppo dirigente smentisce tutto ciò che ha dichiarato nel 2013. L'azienda ha confermato l'ottimo andamento economico che risulta anche dal bilancio 2013 (quasi 9 milioni di utili). Il vero obbiettivo è di cedere a terzi tutte le attività sia di allestimento e ricondizionamento dell'officina di Campogalliano, sia di assistenza tecnica esterna su tutto il territorio nazionale. Ne esce un piano industriale che non possiamo condividere. Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, nel confermare lo stato di agitazione proclamato ad agosto, programmeranno le assemblee su tutto il territorio nazionale per ulteriori azioni che puntino al ritiro dei licenziamenti».
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