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Esselunga e via Emilia, pronte due rivoluzioni

di Davide Berti
Esselunga e via Emilia, pronte due rivoluzioni

Il punto sul futuro della città: «Entro pochi giorni il gruppo di Caprotti presenterà il piano particolareggiato sull’ex Consorzio. Tra via Farini e via Torre solo filobus»

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Siamo alla vigilia di scelte complesse e delicate sulla Modena del futuro. I tempi sono cambiati, con pochi soldi si fa ovviamente più fatica e chi ha le deleghe di patrimonio, infrastrutture, lavori pubblici e mobilità rischia di rimanere travolto da un’ordinaria amministrazione che non permette voli di fantasia. L’assessore Gabriele Giacobazzi è quindi più concreto che mai nel definire le linee di sviluppo della città, a cominciare da dove, da troppo tempo, le cose sono ferme.

E alla domanda su possibili novità in merito ad investimenti sulla zona Nord, Giacobazzi è chiaro: «Sull’ex Mercato bestiame ci sono evidenti difficoltà perché gli alloggi su quei terreni, che furono oggetto di un’asta molto competitiva, hanno prezzi che oggi faticano a stare sul mercato come si vorrebbe. Si proseguirà, ma lentamente».

E sull’ex consorzio agrario?

«Qui il discorso è diverso. Si tratta di insediamenti commerciali e non di abitazioni in una vicenda nota da tempo».

Qualcosa finalmente si muove?

«Esselunga ci ha annunciato che nelle prossime settimane presenterà il piano particolareggiato della propria area. È quello che per ora sappiamo».

Stiamo su ciò che potremmo vedere di nuovo nei prossimi mesi: l’ex Amcm a che punto è?

«Il percorso è ormai definito per realizzare in quell’area una cittadella della cultura con uno spazio per le produzioni di Ert. Il piano adottato nel 2013, che venne già modificato, sarà ulteriormente cambiato. Oltre al teatro, sul quale si conta di poter avere il supporto di particolari finanziamenti, ci saranno attività private, spazi condivisi e servizi. L’approvazione avverrà entro primavera».

Due le polemiche principali su questa zona: una legata al numero di abitazioni, secondo alcuni troppo impattante, l’altra sugli spazi commerciali, col mercato Albinelli che verrebbe penalizzato da eventuali supermercati e discount.

«Già in sede di adozione avevamo detto di riportare la tipologia di negozi a dimensioni ridotte. Se il problema è l’alimentare, non ci saranno superfici di vendita da 1500 metri, al massimo si arriverà a mille. E si avvierà una procedura di tipo concorsuale per assegnare gli spazi commerciali ad idee innovative. Al momento sono previste un centinaio di abitazioni ma la quota potrebbe anche scendere in funzione della sostenibilità economica. Comunque case ce ne saranno. Si procederà con un bando, ma in due stralci».

Spostiamoci di pochi passi verso il centro storico. Il Sigonio continua ad essere un problema da risolvere ma non si vede la fine.

«Dovremo procedere per forza a stralci, sulla stessa area individuata in viale Montecuccoli, ma gradualmente. Cedere l’immobile storico sembra ad oggi non conveniente in una logica di appalto con permuta, così i vecchi locali potrebbero ospitare spazi pubblici come uffici comunali che non prevedano una grande affluenza di pubblico».

Non vendendo il vecchio immobile, però, per il Comune crescerebbe l’esposizione finanziaria.

«Tutti, col sindaco in testa, stiamo lavorando perché si risolva il problema Sigonio e contiamo che anche il Governo, con i finanziamenti sulla “buona scuola”, faccia la sua parte».

Passiamo alle piazze del centro: Piazza Roma.

«Dai primi di dicembre le fontane saranno funzionanti e da gennaio partirà il secondo lotto di lavori che ci permetterà, per l’Expo, quindi a maggio, di avere la piazza completata da Fonte d’Abisso al monumento di Ciro Menotti».

Piazza Mazzini.

«Il 2015 sarà l’anno della risistemazione di questo bellissimo luogo che necessita di ordine e pulizia. L’ex diurno sarà messo in sicurezza, gli arredi urbani saranno ammodernati con un progetto coerente e il verde risistemato secondo logica».

Piazza Matteotti.

«Direi che sia stata messa definitivamente la parola fine al progetto del parcheggio sotterraneo».

Sul fronte mobilità le nuove telecamere cambieranno il progetto Citypass?

«No, gli accessi rimarranno gli stessi, solo piazza Roma sarà modificata per via della riqualificazione e nessuna auto privata, eccetto i residenti, potrà passare in corso Accademia. Sarà possibile controllare le auto anche in uscita e si ridurranno le ore per le consegne da parte dei corrieri. ma le novità più grosse riguarderanno via Emilia».

Si spieghi.

«Stiamo definendo la chiusura alle auto tra via Farini e via Torre: passerà solo il filobus. In più ci saranno restrizioni anche in determinati orari: il centro storico non può essere visto come una scorciatoia e un conto è il diritto ad accedervi per arrivare a casa, un conto è la possibilità di circolare ovunque e sempre. Divideremo il centro in grandi zone in modo da evitare, tanto per fare un esempio, che chi abita in via Saragozza non scelga di entrare da piazza Roma».

Il 29 novembre l’ultimo treno sulla linea storica: quando deciderete il da farsi sul vecchio tracciato?

«Le Ferrovie hanno sei mesi di tempo per togliere tutti i materiali e la zona sarà ancora inaccessibile. In questi sei mesi sceglieremo coi nostri tecnici che strada prendere per le zone che si libereranno: certo è che molto spazio verrà dato alla mobilità dolce, mentre nella zona di Cittanova il vecchio tracciato potrebbe essere sostituito dalla strada di collegamento con il nuovo scalo merci. È una riflessione che concluderemo a breve».

In ottica viabilità gli accessi a Modena restano il vero problema.

«Intanto domani (oggi, ndr) in giunta delibereremo i 400mila euro per l’esproprio e dare il via al progetto del nuovo casello di Modena Nord. La nuova Via Emilia - progetto di sittiana memoria - è superata. Vedremo finalmente la Complanarina che darà ossigeno a chi proviene da sud/est».

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