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Hera, indagato il presidente Tommasi

Hera, indagato il presidente Tommasi

La Procura ipotizza la mancata bonifica ambientale sotto la sede bolognese. I legali: «Sarà sicuramente tutto archiviato»

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Reati ambientali. Questa l’ipotesi di reato che campeggia sulla copertina del fasciolo aperto dalla Procura di Bologna a carico di Tomaso Tommasi di Vignano, presidente di Hera, nell'ambito dell'inchiesta rispolverata domenica dalla trasmissione “Report” di Rai 3 sulla presunta presenza di scorie tossiche nei terreni sottostanti la sede della multiutility in viale Berti Pichat a Bologna. Il fascicolo è affidato al pm Giuseppe Di Giorgio: i carabinieri del Noe hanno già effettuato sopralluoghi sul posto per acquisire la documentazione relativa allo smaltimento dei rifiuti tossici.

L’indagine è partita da una doppia denuncia risalente alla tarda primavera. La prima, a quanto si apprende, accusa la multiutility e arriva dal titolare della società Cogefer, in trattativa da lungo tempo e poi in contenzioso con Hera sull'acquisto di un lotto di terreno nell'area, per edificarlo. La trattativa si interruppe e sulla rescissione del contratto è in atto una causa civile tra le due parti.

L'imprenditore, Corrado Sallustro, ha denunciato Hera perché si ritiene danneggiato dalla presenza del materiale pericoloso in un'area confinante a quella dove sarebbe dovuto sorgere il cantiere.

La contro-denuncia di Hera Spa, firmata dal presidente Tomaso Tommasi di Vignano (assistito dall'avvocato Guido Magnisi), respinge le accuse, ritenendo a propria volta l'immagine della società danneggiata da ipotesi calunniose. I legali di Hera confidano in una rapida archiviazione del procedimento a carico dell'azienda e contestualmente nell'esercizio dell'azione penale nei confronti di Salustro.

L'indagine di Procura e carabinieri, comunque, avanza con accertamenti documentali. Per verificare la presenza delle scorie occorrerebbe procedere con carotaggi nel terreno. Non è escluso che si possano fare, ma una difficoltà è rappresentata dal fatto che l'area dove si dovrebbe scavare è edificata.

La notizia dell’indagine ha avuto un immediata eco mediatica. E nel primo pomeriggio di ieri la multiutility (della quale il Comune di Modena è uno dei soci) è dovuta intervenire ufficialmente per fornire il suo punto di vista sull’intera vicenda. Una presa di posizione che mira a tranquillizzare i dipendenti e ad assicurare che non ci sono pericoli o irregolarità.

«Ad oggi - scrive Hera in una nota - sono stati eseguiti e validati dall'ente di controllo diversi interventi di risanamento, effettuati principalmente tramite scavo e rimozione dei terreni e dei materiali contaminati, che hanno portato al risanamento di circa un terzo dell'intera area aziendale». L’azienda prosegue assicurando che non ci sono rischi per salute di cittadini e lavoratori dovuti alla presenza di inquinamento nel suolo sotto la sede di Bologna, in viale Berti Pichat.

«A garanzia della sicurezza e salute dei lavoratori - prosegue infatti la nota del Gruppo - nonchè dell'ambiente e per tutto l'arco di tempo che porterà al complessivo risanamento del sito, da una decina d'anni è in essere uno specifico piano di monitoraggio dell'acqua sotterranea e, dal 2009, dell'aria nei vari ambienti; tutte le attività di monitoraggio vengono svolte da terzi e in pieno coordinamento con Comune di Bologna, Arpa, Ausl, Provincia di Bologna. Tutte le analisi, raccolte in una relazione consegnata semestralmente agli enti di controllo, hanno costantemente escluso qualsiasi profilo di rischio per i lavoratori e per i cittadini, in quanto conformi ai valori di riferimento di legge». Secondo gli impegni assunti con l'accordo di programma, ad oggi «sono stati completati i primi sei lotti, mentre sono già stati assegnati con gara i lavori del settimo lotto, che verrà avviato nelle prossime settimane, non appena conseguiti gli ultimi permessi operativi. Con il completamento degli interventi sul suolo di tale lotto, previsto per il 2015, sarà stato completato il risanamento di oltre il 60% dell'area. I lavori nella parte restante verranno completati nel biennio 2017/2018».

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