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UNIVERSITà. CONVEGNO A GIURISPRUDENZA

I diritti dell’infanzia: gli esperti a confronto

I diritti dell’infanzia: gli esperti a confronto

Cosa è cambiato e cosa resta ancora da fare 25 anni dopo la Convenzione dell’Onu

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Giovedì prossimo, 20 novembre, è la Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia: sono trascorsi 25 anni dal 20 novembre 1989, data della stipula della Convenzione internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza delle Nazioni Unite, in cui per la prima volta si enunciano in forma coerente i diritti fondamentali che devono essere riconosciuti e garantiti a tutti i bambini del mondo.

Cosa è cambiato e cosa resta ancora da fare in materia di tutela dei minori e affermazione dei loro diritti? Stamattina a Giurisprudenza nella tavola rotonda “La Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo (1989): riflessioni e prospettive in occasione del XXV anniversario”, si ripercorre la storia che ha condotto alla definizione di quel testo, diventato il trattato in materia di diritti umani con il maggior numero di ratifiche da parte degli Stati (194), con rappresentanti accademici, delle istituzioni e delle associazioni che si occupano di minori e gli studenti della 3ª G del liceo Sigonio.

“Diritto alla cittadinanza, alla partecipazione, il contrasto alle forme di lavoro minorile, alla tratta, alle nuove schiavitù, la violenza della rete saranno tutti temi al centro della tavola rotonda - spiega il prof. Luigi Foffani, direttore di Giurisprudenza - Tema centrale della convenzione è il diritto all'ascolto, che vede il minore diventare soggetto di diritto, con una grande attenzione per i contesti che devono consentire l'ascolto effettivo. Una delle questioni che emerge e di cui parleremo è la difficoltà dei tribunali di dare concretezza a questo aspetto da cui derivano tanti problemi che toccano le relazioni, la famiglia”.

A proposito di questo, parlano di diritti dei minori, diritti e doveri delle famiglie affidatarie e delle comunità d'accoglienza, oltre che di modalità organizzative, percorsi formativi e forme di coordinamento, le “Linee guida in materia di affidamento familiare e di collocamento di persone di minore età in comunità” del Comune di Modena che rappresentano il completamento di nuove forme di accoglienza e supporto alle famiglie e a bambini e adolescenti con il coinvolgimento dei professionisti dei servizi sociali, educativi, sanitari, del mondo della scuola, del volontariato e prima di tutto delle famiglie. Sono stati 306 a Modena nell'anno 2013 i minori collocati fuori dalla famiglia d'origine: 184 in affido familiare; 122 quelli in comunità. Rispetto all'anno precedente (erano 340 i minori affidati), sono diminuiti i collocamenti in comunità (erano 174 nel 2012) e aumentati (erano 166 nel 2012) gli affidamenti a famiglie che si sono rese disponibili all'accoglienza.

A Modena, tra le varie cose a tutela dei minori, è stato lanciato anche il progetto “Qualcuno ha bisogno di te” di sostegno individuale verso minori di età compresa tra i 10 e i 15 anni seguiti dai Servizi sociali, promosso dall'assessorato al Welfare che prevede l'affiancamento di studenti universitari a bambini e adolescenti appartenenti a famiglie che manifestano difficoltà a essere costantemente presenti nelle attività educative dei figli, per affiancarli in attività di sostegno scolastico, di accompagnamento in attività sportive, di gioco e di socializzazione in un rapporto di uno a uno con il ragazzo, con l'intento di creare per lui un punto di riferimento.

La tavola rotonda, ospitata presso l'aula magna di via San Geminiano 3, si aprirà alle 9.15: l'introduzione ai lavori sarà affidata al prof. Thomas Casadei; a seguire gli interventi del prof. Luigi Fadiga, Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione, e dell'on. Sandra Zampa, vice presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza.

Seguiranno poi gli interventi della dott. Malaika Bianchi dell'Università di Parma, della dott.ssa Caterina Pongiluppi di Unimore e co-coordinatrice dell'evento, del prof. Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des Hommes e docente all'Università di Bologna, del prof. Giorgio Pighi di Unimore, del prof. Marco Gestri di Unimore e della prof. Maria Grazia Scacchetti di Unimore.

Laura Solieri

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