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Prelievi dai conti di clienti: processo all’ex direttore

di Carlo Gregori
Prelievi dai conti di clienti: processo all’ex direttore

L’imputato era a capo dell’Unicredit di via Peruzzi: il denaro era girato al padre Accertato ammanco iniziale di 725mila euro. Contestata truffa da 530mila euro

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Gli contestano un furto iniziale di 725mila euro accertati da tre conti correnti ma in complesso è da 45 conti che avrebbe prelevato in pochi mesi una massa di denaro molto più ingente. E deve anche rispondere di una truffa da 530mila euro con la creazione di conti correnti di comodo per ottenere prestiti poi girati a un’azienda che non ne poteva ottenere. Sono queste le imputazioni nei confronti di Alessandro Besutti, 39 anni, ex direttore della filiale Peruzzi di Carpi dell’Unicredit (difeso dall’avvocato Ruggero Vandelli) al centro del processo iniziato ieri davanti al giudice Carla Belvederi. Una vicenda emersa nel 2009 dopo un’ispezione del Team controlli regionali della banca che ha provocato un grave discredito all’istituto, a dire della banca stessa (assistita come parte civile dall’avvocato Luca Scaglione).

A testimoniare è stata Loretta Gennari, la coordinatrice del Team. Attraverso controlli campione di routine, infatti, il Team scoprì che dai conti di almeno tre clienti carpigiani era stata prelevata un’ingente massa di denaro: 236mila in un caso, 385mila euro in un altro e 89mila euro nel terzo (questo da parenti dell’imputato). Complessivamente 725mila euro. Questi soldi sono finiti tutti nel conto della gestione finanziaria intestata al padre dell’imputato. Da controlli dell’Unicredit è risultato che le operazioni erano state effettuate da un cassiere su ordine del direttore (dato che il direttore non poteva farle per disposizioni). In seguito a un esposto e quindi all’avvio di un’indagine, il denaro è stato poi individuato sulla gestione patrimoniale del padre e congelato sul Fondo unico di giustizia, mentre la banca ha dovuto rimborsare i correntisti. Questi hanno riferito all’ispettrice di essere all’oscuro. I documenti che davano l’ordine di prelievo, poi, risultano con firme fasulle. Da altri controlli è emerso che c’erano numerosi altri prelievi irregolari da conti di clienti che, contattati, sostenevano di non aver mai dato disposizioni. In totale Unicredit calcola che siano 45 i conti interessati ai prelievi mai chiesti, tutte posizioni rimborsate dalla banca. Un secondo capo d’imputazione riguarda poi una presunta truffa. In sostanza, secondo l’accusa, erano stati aperti conti correnti con firme fasulle per poi accedere a fidi e ottenere finanziamenti. Ma quella massa di denaro, quantificata in più di mezzo milione di euro, è finita a rimpolpare il capitale di un’azienda carpigiana. Ancora una volta gli intestatari dei conti aperti dicono di essere all’oscuro di tutto.

Besutti non lavora più per Unicredit e la banca ha ottenuto ragione dal giudice del lavoro. Oggi Besutti ha un’attività in un’altra provincia.

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