Gazzetta di Modena

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Concessioni edilizie, tutti prosciolti

di Carlo Gregori
Concessioni edilizie, tutti prosciolti

Serra. Casa Contardo: archiviazione per gli ex sindaci Fornari e Ralenti, la moglie di quest’ultimo e il tecnico Tagliazucchi

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SERRAMAZZONI. Non ha mai commesso abusi o presunte irregolarità nell’assegnare lavori pubblici in veste di assessore all’Urbanistica il “sindaco-lampo” di Serramazzoni Sabina Fornari. Eppure, in conseguenza di questa indagine (ma non solo) le era stato notificato l’avviso di garanzia una settimana dopo le elezioni - indagine seguita dal sostituto procuratore Claudia Natalini, come tutte le altre sui presunti abusi in Comune - che l’aveva spinta a dimettersi da primo cittadino neppure due mesi dopo la vittoria e l’insediamento. Da allora si è chiusa nel silenzio più rigoroso. Ieri, quando è arrivata la notizia ufficiale che il gip Paola Losavio aveva accolto l’archiviazione proposta in maggio dal pm Natalini non ha fatto commenti pubblici. Se non altro per lei è finito un incubo durato più di due anni con tanto di perquisizioni e convocazioni davanti al magistrato, assistita dall’avvocato Giovanni Gibertini.

Non hanno commentato il provvedimento che chiude il fascicolo neppure gli altri indagati. In primis, l’ex sindaco Claudio Ralenti che come la moglie Rosanna Bonfiglioli (già dipendente del Comune) era difeso dall’avvocato Luca Scaglione e l’ex capo dell’Uffico tecnico Enrico Tagliazucchi, al centro di altri processi, difeso dall’avvocato Roberto Ghini.

Del contenuto e delle accuse si è sempre saputo poco rispetto alle altre inchieste di Serramazzoni. Ma questa aveva suscitato clamore proprio perché indagata era la Fornari, proveniente da una famiglia conosciuta di San Dalmazio e volto emergente della lista civica appoggiata dal Pd all’epoca della segreteria Baruffi. Una giovane politica destinata a succedere a Ralenti che dopo due mandati era incappato in numerosi indagini giudiziarie proprio per la gestione del settore urbanistico e i sospetti che avesse favorito seri abusi e intrattenuto contatti “pericolosi”. Così l’inchiesta, si è poi venuto a sapere, verteva sui permessi per una quarantina di appartamenti da costruire a Casa Contardo dove si trovava un terreno agricolo. Un’indagine nata dai filoni principali del 2011. Dopo la perquisizione delle fiamme gialle, la Fornari fece sapere pubblicamente di non essere neppure a conoscenza delle accuse mosse. L’indagine suscitò imbarazzo nel Pd che aveva appoggiato la lista. Dopo le dimissioni a Serra arrivò un commissario prefettizio.

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