Conspiracy, ingegneria su tacco 12
Lo shoes designer modenese Gianluca Tamburini lancia il nuovo sito delle sue scarpe scultura
Creatività. Ingegneria. Artigianalità. Sono queste le parole d’ordine per entrare a far parte di un moto rivoluzionario all’interno del fashion system. Una cospirazione, “Conspiracy” per la precisione, che ha per leader Gianluca Tamburini, affermato shoes designer che non ama le imposizioni temporali e stilistiche del mondo della moda, già vincitore nel 2012 di Who’s on next? (prestigioso concorso di Vogue dedicato ai talenti emergenti) le cui creazioni sono esposte in importanti musei come il Fit di New York o l’Unterwasser di Vienna. Le sue scarpe sono realizzate con materiali e trattamenti d’avanguardia, attinti dal mondo della Formula 1 e dell’aeronautica, senza tralasciare dettagli civettuoli come piume, coralli, filati preziosi. Due lauree conseguite in Economia Aziendale e Economia e Marketing Internazionale, qui nel nostro ateneo modenese, una tesi sul sistema della moda in Italia che ha fatto da detonatore per la deflagrazione di una voglia incombente di passare dalla comunicazione del prodotto alla produzione dello stesso. Tappe fondamentali per Tamburini sono state la frequentazione del Polimoda a Firenze e l’esperienza lavorativa nell’ufficio stampa di Ermanno Scervino.
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Dopo aver visto all’opera un maestro come Scervino perché ha scelto di disegnare scarpe e non abiti?
«Ho iniziato a fare scarpe non perché avessi un particolare interesse per i piedi delle donne o per le calzature. Da uomo di economia, la mia è stata una valutazione prettamente di marketing in quanto tutti i grandi marchi fanno l’85/87% di fatturato grazie agli accessori. Quindi se volevo avere qualche chance di vendere di più dovevo puntare su quel settore. Questo si è combinato con un desiderio che già cullavo e cioè reinventare la struttura della scarpa e far sì che la cliente potesse partecipare al processo creativo, modificando ciò che io avevo già pensato. Per realizzare tutto ciò, ho dovuto smontare la struttura della scarpa classicamente intesa e trovare soluzioni nuove e questo percorso mi ha portato a fare una grande ricerca sui materiali da utilizzare, che reggessero il gioco e che fossero esteticamente piacevoli. Ho iniziato con i sandali gioiello semplicemente perché nella struttura del sandalo ci sono dei punti di ancoraggio molto ben definiti che fanno sì che la scarpa stia al piede. Particolari laccetti vengono ancorati al soletto di alluminio con viti in titanio che fan sì che i componenti possano essere facilmente rimossi e cambiati a seconda del gusto e del desiderio della cliente che può, così, ordinare varianti dei tacchi, dei lacci».
Come mai invece del solito cuoio ha scelto materiali degni di supercar o aerei?
«Qui a Modena c’è un importante indotto di meccanica di precisione, quindi è stato più facile trovare dei partner produttivi che potessero aiutarmi nella realizzazione di un soletto-scultura in alluminio aeronautico, che avessero la pazienza di effettuare la lucidatura a mano e la lucentezza della galvanica palladio, che avessero a disposizione la tecnologia dei rivestimenti nanoceramici molto resistenti».
Le sue scarpe non seguono quindi i trend del momento.
«Non hanno stagionalità e non sono per nulla influenzato da ciò che indossano le celebrities. Cerco di dare una completezza al progetto da un punto di vista diverso, che non ci siano stacchi forti da una collezione e l’altra all’interno del marchio. Nel caso in cui dovessi completare Conspiracy con dei modelli più commerciali sono sicurissimo che le mie clienti continuerebbero a guardare i modelli unici».
Dopo si possono trovare le scarpe “Conspiracy”?
«La collezione si può vedere sul nostro sito www.conspiracy.it. L’ordinazione avviene direttamente tramite me stesso, anche perché i costi di produzione mal si conciliano con la grande distribuzione. Preferisco per il momento essere io l’interlocutore diretto con le mie clienti. Il mio è chiaramente un prodotto bespoke. Nel caso in cui il mio mercato cambiasse la richiesta, ovviamente ne terrei conto».
Come avviene questo processo?
«Vengo contattato, prendo le misure della cliente perché le calzate delle mie scarpe sono assolutamente precise e si costruisce la scarpa secondo il desiderio della cliente».
Quanto tempo richiede la realizzazione di un suo paio di scarpe scultura?
«Senza contare il momento creativo, 20/30 ore, se lo includiamo anche 100».
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