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Il Dna scioglie ogni dubbio Il corpo trovato è di Zanoli

di Carlo Gregori
Il Dna scioglie ogni dubbio Il corpo trovato è di Zanoli

La conferma dall’esame comparativo tra i suoi tessuti e quelli della figlia La vedova Loredana: «È la fine di un incubo, ma aspettiamo ancora risposte»

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Il corpo trovato nel cavedio dell’aerazione nell’ala delle camere ardenti dell’ospedale di Baggiovara è quello di Primo Zanoli. A dare la conferma è stato infatti l’esito dell’esame comparativo del Dna tra il tessuto prelevato dal corpo mummificato recuperato nel pomeriggio del 31 ottobre e il tessuto prelevato a Barbara Zanoli, figlia del paziente scomparso nella notte del 30 dicembre 2011. Solo così, con la certezza dell’identificazione (sulla quale per altro sussistevano scarsissimi dubbi) è stato possibile per il sostituto procuratore Luca Guerzoni firmare il nulla osta per poter consegnare la salma ai familiari, assistiti dall’avvocato Lorenzo Muracchini, e organizzare un funerale atteso per 34 mesi.

«Credo sia papà, ufficialmente non l’hanno comunicato. Ci è arrivata conferma che la salma è libera e si poteva celebrare il funerale. Quindi... sì è lui»- Così Barbara Zanoli commenta la notizia che, tiene a precisare non chiude la vicenda. «per noi si chiude una lunga parentesi fatta di dubbi, incertezze, ma è una magra consolazione... Papà non c’è più e a noi mancano tante, troppe risposte. Per questo le posso garantire: non finisce qui. Noi vogliamo la verità, Tutta la verità e vogliamo anche giustizia, anche se non nego che ci aspetta un cammino lungo e pieno di difficoltà».

Amaro anche il commento della mamma di Barbara, Loredana Iseppi: «Ho sempre nutrito la speranza che tornasse. Invece è andata così. Ora è la fine di un incubo, ma aspetto ancora risposte». La cerimonia religiosa è fissata per sabato alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Castelnuovo. La salma sarà tumulata nel cimitero di San Vito di Spilamberto. La camera ardente è allestita a Terracielo, a Modena Est.

Intanto proseguono le indagini della Squadra mobile coordinate dalla Procura. Indagato è un tecnico dell’Ausl che sarebbe stato responsabile della sicurezza all’ospedale di Baggiovara nel periodo in cui Zanoli è scomparso. Zanoli è precipitato da un foro al secondo piano - ancora al grezzo dalla consegna - al quale era vietato l’accesso da parte delle persone non autorizzate, come hanno spiegato anche una guardia giurata e il responsabile dell'ospedale nuovo di Baggiovara Giorgio Lenzotti alla trasmissione “Chi l’ha visto?”

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