Gazzetta di Modena

Modena

udienza in tribunale

Molestata al pronto soccorso: falso medico a processo

Molestie al pronto soccorso: un infermiere del Policlinico che nel 2007 avrebbe sessualmente abusato di una paziente giovane dell’est ieri mattina è stato al centro di un processo davanti al collegio....

2 MINUTI DI LETTURA





Molestie al pronto soccorso: un infermiere del Policlinico che nel 2007 avrebbe sessualmente abusato di una paziente giovane dell’est ieri mattina è stato al centro di un processo davanti al collegio. A parlare del suo comportamento è stata la vittima, una trentenne moldava residente a Modena, parte civile assistiti dall’avvocato Enrico Aimi.

Il caso è scabroso e la testimonianza della vittima è stata ascoltata dai giudici nel corso di una udienza a porte chiuse. La donna ha dovuto rivivere quelle ore di delirio tra un malore che lo aveva colpito e il comportamento a suo dire esplicito dell’infermiere che nel caos ha cercato di abusare di lei.

Il fatto è avvenuto nel giugno 2009. Una mattina la moldava, a Modena come badante per un anziano, si sente male: ha dei forti capogiri e mancamenti. Viene avvisato il 118 che manda un’ambulanza. La badante si riprende ma poi il personale la convince a fare una visita approfondita al pronto soccorso del Policlinico, all’epoca diretto dal dottor Daniele Giovanardi (che ieri ha infatti testimoniato davanti ai giudici).

La donna viene accolta al pronto soccorso e sottoposta in poco tempo a una serie di visite diagnostiche, come esame del sangue, radiografia, orine e altro. Poi passano le ore e non si sa nulla. Nell’attesa, lungo il corridoio, viene contattata da un uomo che pare un medico ma che solo dopo si scoprirà essere un infermiere. E l’imputato 45enne, difeso dall’avvocato Giovanni Gibertini. Questi la convince a fare due visite. Dopo un controllo sommario con fare autorevole, torna a visitarla ma questa volta fa una specie di ispezione corporale completa. La badante stava ancora male e non si rendeva conto di come era manipolata dall’uomo, ha raccontato in seguito alla polizia: il presunto medico l’ha infatti fatta spogliare e poi, all’insaputa della donna, si è spogliato anche lui solo nelle parti intime. Solo grazie a uno specchio la donna si è accorta di cosa accadeva alle sue spalle. Ma era chiusa a chiave nella stanza. Si è messa a urlare e alla fine è riuscita a chiamare il marito. A quel punto è partita una denuncia e la polizia ha avviato un’indagine poi sfociata nel processo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google