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Omicidio al Novi Sad: 2 a processo

Omicidio al Novi Sad: 2 a processo

Imputati sono il presunto assassino e il fratello della vittima accusato di calunnia

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Fissato il processo per l’omicidio del Novi Sad, il brutale assassinio avvenuto una sera del marzo scorso in viale Berengario quando al termine di un litigio violento un tunisino 26enne venne assassinato con una coltellata al cuore. Imputato per l’omicidio è Adel Hamzmou, 29 anni, anche lui tunisino, difeso dall’avvocato Lorenzo Bergami. Il sostituto procuratore Marco Niccolini ritiene che sia lui l’assassino, in base alle indagini svolte dalla Squadra mobile della questura. C’è un secondo imputato ed è proprio il fratello della vittima. È accusato di calunnia: in sostanza, avrebbe indicato come complici dell’omicida due persone che furono arrestate ma che poi risultarono avere un alibi solido e furono liberate persino prima dell’udienza di convalida. La segnalazione di quei due nomi con i pesati sospetti su di loro gli è costata così un’imputazione. I due compariranno davanti al gup Eleonora De Marco il 26 febbraio prossimo per un processo con rito abbreviato.

Si avvia così a una chiusura veloce il caso di omicidio che destò attenzione in città. Un omicidio che, secondo le indagini, era maturato in un ambiente di spaccio di droga. Anche se poi la figura della vittima non era mai stata chiarita: si trattava infatti di un immigrato con un permesso umanitario, uno dei tanti fuggiti dalla Tunisia nei giorni caotici della cosiddetta “Primavera araba”.

E stato proprio il fratello della vittima a dare le prime indicazioni agli investigatori interventi al Novi Sad che sono giunti in poco tempo a identificare il nome di un possibile assassino: Hamzmou. Questi è stato poi fermato dalla polizia mentre in auto, insieme al fratello e a due connazionali, in auto stava raggiungendo Bazzano (Bologna). Subito dopo emerse una ricostruzione del delitto, che sarebbe stato commesso al culmine di un violento litigio tra spacciatori.

Carlo Gregori

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