«Sul Mercato decida il Comune»
Confesercenti sulla struttura di via Albinelli: «Esistono norme e vanno rispettate»
Mercato coperto Albinelli: sui cambiamenti rispetto al passato avanzati dal Consorzio che gestisce il mercato e all'amministrazione comunale Confesercenti elenca alcune puntualizzazioni tenendo conto delle norme che ancora lo regolano.
«A tutt'oggi Albinelli risulta un mercato coperto su area pubblica e come tale soggetto alla legge regionale del 1999 che predispone le norme per la disciplina del commercio su aree pubbliche».
«Oggi l'assegnazione dei posteggi vacanti avviene con un bando regionale secondo i criteri stabiliti dalle norme e non in base ai desiderata di qualcuno».
Confesercenti sottolinea che è importante ristabilire questo principio di legalità, e quindi la necessità del rispetto della norma esistente «per evitare interpretazioni fantasiose o fughe in avanti».
Per l’associazione sarebbe anche auspicabile che il Comune su questo aspetto, facesse chiarezza per non alimentare vane attese. «Per mutare le regole occorre o cambiare la legge di riferimento, o modificare l'assetto del Mercato coperto, prevedendo una trasformazione da commercio su area pubblica a commercio in sede fissa. Avendo in tal caso, piena consapevolezza di che cosa ciò potrà significare per gli operatori innanzitutto, per il Comune che è proprietario dell'area e per i consumatori».
«Noi non abbiamo ragioni in linea di principio - continua Confesercenti - per opporci ad un simile passaggio. Se non l'esigenza, stante il fatto che parliamo di un mercato coperto la cui valenza storica è indubbia per la città, che per un'operazione del genere dovranno essere coinvolte prioritariamente: le associazioni imprenditoriali, quelle dei consumatori e in ultima istanza, ma non per importanza lo stesso consiglio Comunale». Per questo Confesercenti auspica che con un'audizione pubblica si acquisiscano tutti i pareri prima di deliberare. «Perché si tratta di cambiare radicalmente la funzione di un mercato che è parte della storia del centro cittadino».
Confesercenti sottolinea anche un aspetto specifico: la scarsa flessibilità degli orari di apertura. Trattandosi di un mercato su area pubblica che segue la normativa sulle disposizioni per l'esercizio del commercio su aree pubbliche secondo la legge regionale del 1999, all'articolo 3 (dedicato agli indirizzi in materia di orari di vendita) si viene a sapere che l'orario di vendita è stabilito dal sindaco sulla base di precisi indirizzi: 1) l’inizio delle vendite non prima delle 4 di mattina; 2) la fascia oraria di vendita non inferiore a 4 ore e non superiore a 20 ore giornaliere, anche frazionate. Nel regolamento si afferma anche che il Comune, sentite le associazioni degli operatori e dei consumatori provvede a stabilire deroghe limitate nel tempo ai normali orari di vendita.
«Come si può ben vedere la legge che regolamenta il settore, individua in materia di orari chi decide e quali siano i soggetti istituzionali a cui è obbligatorio chiedere parere in materia. Tra questi soggetti istituzionali però non risulta esserci il Consorzio degli operatori che è soggetto strumentale».
Se non si segue questa prassi di legge, spiega Confesercenti, è per volontà politica, non delle associazioni imprenditoriali: «Se si fosse seguita la normale prassi di legge con ogni probabilità avremmo un prolungamento di orario di apertura del mercato coperto anche in qualche altro giorno infrasettimanale oltre a quelli previsti, e l'apertura dello stesso nelle domeniche di dicembre. Ecco perché noi riteniamo importante sia il Consiglio comunale a discutere sulle questioni inerenti al Mercato Albinelli visto e considerato che rappresenta con la sua unicità un patrimonio per l'intera collettività modenese».
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