Uno sfregio sul capolavoro del Guercino
Disegno osceno sulla donna ritratta in “Giuseppe e la moglie di Putifarre”. Sconosciuto il responsabile. Subito il restauro
I capolavori del Guercino non hanno fortuna a Modena. Prima il clamoroso furto, l'11 agosto scorso dalla centralissima chiesa di San Vincenzo, della “Madonna in trono” dipinta dall'artista, ora un episodio che ha dell'incredibile.
L’autunno scorso in Accademia militare è rimasta esposta per un paio di mesi la tela “Giuseppe e la moglie di Putifarre”, dipinto attribuito al maestro. Quel che è grave è però che una mattina, arrivando davanti all'opera collocata nei pressi del Salotto d'oro di Palazzo Ducale, i militari si sono accorti che una mano anonima aveva rovinato l'importante dipinto.
Qualcuno aveva disegnato con una penna o un pennarello sulla donna alla destra del quadro un enorme pene stilizzato. Agli ufficiali informati dell'accaduto deve essere corso un brivido lungo la schiena perché il dipinto, di proprietà del noto medico modenese Stefano Zanasi, non solo era al centro di polemiche sull’attribuzione, ma era stato pure sfregiato.
Che fare? In pochi minuti è stato convocato un restauratore che è riuscito a eliminare il disegno volgare e pochi giorni dopo l'opera è tornata al suo posto. Nessuno si è accorto di nulla e l’opera di Guercino o allievi ancora per qualche tempo è rimasta esposta al pubblico nel “cuore” nobile di Palazzo Ducale.
Sull’episodio il riserbo, da parte della scuola militare, è stato strettissimo. A quanto risulta non sono stati individuati i colpevoli del gesto, anche perché quell'area interna non risulta essere protetta da telecamere. E il tema della sicurezza emerge, purtroppo, anche per questo luogo che tutti considerano il più protetto dell'intera città, essendo presidiato da militari notte e giorno.
In epoche passate, tra l'altro, i comandi militari opponevano, a chi chiedeva una maggior apertura al pubblico civile, proprio i motivi di sicurezza. Negli ultimi anni, con soddisfazione da parte di tutti, l'Accademia è invece divenuta un luogo frequentato dai modenesi per presentazioni e mostre.
L'atto vandalico è avvenuto presumibilmente in orario serale o comunque di chiusura al pubblico, visto che durante il giorno erano molte le persone che transitavano nell'area e sarebbe stato difficile, se non impossibile, danneggiare l’opera senza essere scoperti. I vertici dell'Accademia militare negano la ricostruzione dell'episodio: «Non è assolutamente vero che sia avvenuto questo fatto, ci sarebbero state delle conseguenze». Purtroppo, lo sfregio c’è stato, così come il restauro “di emergenza” che ha restituito l’opera integra al suo proprietario.
Non si hanno ancora notizie, invece, dell’altro capolavoro del Guercino scomparso dalla chiesa di San Vincenzo, in corso Canalgrande. L’opera venne rubata prima di Ferragosto e a tre mesi di distanza sembra sempre più difficile recuperare il grande capolavoro portato del Guercino.
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