A Modena il record dei pignoramenti
In un anno quasi 3900, mille in più del 2013 con un aumento del 34,9 %. «Grave impoverimento del tessuto sociale»
Modena ha quest’anno raggiunto un nuovo record, quello dei pignoramenti: siamo in vetta con un aumento del 34,9 per cento, mille espropri di beni ai cittadini in più rispetto all’annata precedente, passando da 2.888 a 3.896. Questo dato la dice lunga su come la crisi abbia affondato saldamente le radici anche nel nostro territorio: anche se la ricerca effettuata da Adusbef e Federconsumatori non specifica se si tratta di peggioramenti ai danni di famiglie o di aziende, il segnale è forte. Dunque crisi e debiti: sempre più modenesi che perdono la casa, l’auto, il capannone, i macchinari e altro ancora. «Si tratta di un dato sicuramente preoccupante - afferma Renza Barani, la dirigente modenese della Federconsumatori - che evidenzia il forte impoverimento sociale causato ormai da anni dalla crisi. Ma bisogna anche vedere se questo dato è dovuto soltanto alla crisi oppure se deriva da una rinnovata vigoria da parte del nostro tribunale, troppo spesso oberato di lavoro e con poco personale per riuscire a smaltire o ad intervenire in tempi brevi. Ciononostante mille pignoramenti in più sono un segnale forte: se da un lato abbiamo qualche segnale positivo sul fronte economico, vedi l’export, non possiamo non valutare in negativo anche questa indicazione». I dati, a livello nazionale, parlano chiaro: a causa della crisi i pignoramenti continuano ad aumentare, più 11,6%: 20 per ogni giorno lavorativo, quasi 5.500 in più in un anno su un totale di 52.606.
La cifra è ricavata da Adusbef e Federconsumatori dalle proiezioni sui dati raccolti in 35 tribunali italiani al 30 ottobre scorso. «In 5 anni di crisi (2008-2013) - dicono Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti delle due associazioni - pignoramenti ed esecuzioni immobiliari sono aumentati di circa il 108,1%».
Nel monitoraggio su 35 tribunali (solo per 3 come Avezzano, Bergamo e Taranto ci sono state diminuzioni) il maggior aumento è stato registrato nella nostra città con più 1.008 pignoramenti ed una percentuale del + 34,9%. Seguono Sondrio (+33,3%); Sulmona (+23,9%); Frosinone (+22,1%); Ferrara (+21,3%); Pesaro (+20,4%); Catania (+18,7%); Monza (+15,2%), Cagliari (+14,9%). Le grandi città come Bologna (+13,3%) Torino (+10,8); Milano (+10,6%);Roma e Napoli (+10,4%) sono nella media nazionale. Bergamo registra una diminuzione di 235 pignoramenti ed un totale di 1.362; Taranto di - 33 ed un totale di 749; Avezzano -8 sul totale di 216.
Adusbef e Federconsumatori calcolano che se vengono sommati gli aumenti dei pignoramenti dal 2006 (+23%); 2007 (+19%); 2008 (+22,3%); 2009 (+15,7%); 2010 (boom del +31,8%); 2011 (+5,2%); 2012 (+22,8%); 2013 (+10,3), 2014 (+ 11,6) l'incremento è del 161,7 per cento in 9 anni, «con la sparizione totale di una città come Ancona, Bolzano o Terni - dicono - oppure di tutti gli abitanti del Kosovo)».
Le due associazioni ricordano che a partire dal 2014 Equitalia (che aveva eseguito 2.589 pignoramenti tra gennaio e aprile di quest’anno, mentre nel 2013 ne aveva effettuati 5.222 ) non potrà più procedere a pignoramenti prima casa per immobili di valore inferiore a 120mila euro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
