Accuse agli ex sindaci Ora l’archiviazione divide Serramazzoni
Rubbiani e Badodi : «Le altre vicende urbanistiche restano ancora tutte da chiarire». Gli innocentisti: «Era solo fumo»
SERRAMAZZONI. La notizia dell'archiviazione disposta dal gip nei confronti degli ex sindaci Ralenti e Fornari per le vicende urbanistiche di Casa Morandino e Selva, trova la stessa Serra di sempre. Paese ancora diviso tra innocentisti e colpevolisti, ma poca voglia di parlare tra la gente comune nonostante l'ampio eco suscitato da fatti che hanno segnato profondamente la storia anche amministrativa locale. Da una parte: “Io l'ho sempre detto che erano innocenti, vede oggi la conferma del Tribunale?”. Dall'altra: “È incredibile che si giunga a un'archiviazione dopo un lavoro d'indagine come questo. Si resta senza parole”. In mezzo, c'è chi guida il paese oggi, che non sembra affatto sorpreso dell'approdo: «È una conclusione già in preventivo - sottolinea il sindaco Roberto Rubbiani - dopo che qualche mese fa abbiamo assistito alla richiesta di proscioglimento da parte del pm. La Fornari ne esce, buon per lei, ma le vicende urbanistiche di Casa Morandino e Selva restano ancora tutte da chiarire, e infatti Tagliazucchi (l'ex capo dell'Ufficio tecnico, ndr) deve tuttora rispondere di lottizzazione abusiva insieme al costruttore Uccellari. E non manca molto all'udienza». Il 4 dicembre infatti si andrà in Tribunale per il primo atto del maxi procedimento che riunisce sei casi urbanistici: Casa Morandino e Selva appunto, ma anche Casa Contardo e l'inceneritore (sempre a San Dalmazio), più l'asilo di Riccò e la Funeral House del capoluogo. In caso di rinvio a giudizio, il Comune si costituirà parte civile, confermando la linea fin qui tenuta. «Chi di competenza deve stabilire se si è trattato di errori volontari o meno, noi - ribadisce Rubbiani - difendiamo la comunità difendendo il Comune». Una comunità da cui però spesso non si hanno i riscontri attesi: «"Abbiamo ereditato un Comune con vuoti incredibili nella gestione delle funzioni importanti. Abbiamo rimesso in moto l'edilizia, smaltendo la mole paurosa di arretrati. Ma a volte chi viene allo sportello continua a dire che le cose non funzionano. Perché? Semplicemente perché non ottiene le risposte che si aspettava o a cui era abituato. Ce n'è ancora di strada da fare nella presa di coscienza delle regole». Cammino ancora lungo insomma, con la consapevolezza che accanto al binario amministrativo continuerà a snodarsi quello giudiziario: «Le partite si aggiudicano quando l'arbitro fischia la fine - chiosa Rubbiani - e noi siamo interessati a quel momento lì. E credo che il bello debba ancora venire». L'udienza del 4 sarà seguita come sempre anche dal presidio di Libera, che conferma la sua fiducia nella magistratura: «Prendiamo atto dell'archiviazione disposta per alcuni - commenta la referente Mariella Badodi - che non sorprende, vista la richiesta fatta mesi fa dal pm in tal senso. Ma sappiamo che il procedimento per abuso edilizio va avanti».
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