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Ancora allarme bomba: tribunale evacuato

Ancora allarme bomba: tribunale evacuato

Una telefonata verso le 10 ha mobilitato la polizia. Intervenuti gli artificieri Si era anche sparsa la voce della fuga di un detenuto nel parapiglia

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Tutti fuori. Chi subito, chi dopo un po’, quando insospettiti del fatto che non arrivassero i testimoni, alcuni hanno chiesto lumi scoprendo così che in tribunale era scattato l’allarme per l’eventuale presenza di una bomba. «Eravamo nelle “salette” in fondo - spiega un avvocato - e quando abbiamo visto le forze dell’ordine ci è stata data dapprima la possibilità di scegliere se restare o uscire (ma una volta usciti ci sarebbe stato poi negato il rientro), poi è arrivato l’ordine dell’evacuazione di tutti».

Come si evince da questa “procedura” ieri mattina è stato sì allarme bomba ma il tutto si è svolto, trattandosi proprio di tribunale, come “un atto dovuto”. Una telefonata ha innescato l’allarme: una voce maschile ha annunciato la presenza di un ordigno nel tribunale di Modena. La telefonata era giunta verso le 10 alla redazione bolognese del Resto del Carlino, ad un numero pubblico della redazione, non ad un interno specifico. Nessuna rivendicazione, solo il classico “c’è una bomba”. La polizia bolognese ha avvisato quella modenese ed è così partita l’operazione tribunale; un deja vu ormai, visto che l’anno scorso le forze dell’ordine dovettero intervenire per tre volte, la prima il 23 maggio, quando un fax con l’annuncio di esplosioni era stato recapitato al negozio di strumenti musicali attiguo al tribunale, e le altre due nell’arco della stessa giornata, il 21 giugno, dopo le telefonate di una donna.

Corso Canalgrande è stato chiuso al traffico da auto della polizia municipale, la polizia intanto ha iniziato a far uscire le circa duecento persone all’interno. Dapprima con estrema velocità. Si era inoltre sparsa subito la voce che un detenuto, in attesa di un processo, avesse approfittato della confusione per darsi alla fuga. La voce è rimasta una voce. Partiti da Bologna sono poi approdati gli artificieri della polizia: il loro intervento è durato poco più di mezz’ora. Hanno guardato, valutato, setacciato e poi via. In tribunale non c’era nulla. Verso le 12 il personale è rientrato e successivamente anche tutti gli altri. Sul caso indaga la procura di Bologna che ha aperto un fascicolo contro ignoti per procurato allarme.

Stefano Totaro

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