Gazzetta di Modena

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IN TRIBUNALE

«Controlli? Era al tavolo con le entreneuse»

di Carlo Gregori
Procsso in corso per concussione
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Procsso in corso per concussione

Al processo per concussione ricostruita dalla stessa Siae la “bella vita” del suo ex direttore a Modena

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MODENA. «Un comportamento eclatante, completamente al di fuori da quello che deve tenere un direttore di filiale Siae. Lo abbiamo constatato con tre controlli segreti disposti da Roma inviando ispettori in incognito. Invece di controllare il locale, era sui divanetti con le entreneuse». Salvatore Cannella, direttore dell’Ufficio coordinamento territoriale della Direzione generale Siae di Roma, ieri ha raccontato la situazione trovata a Modena quando è andato fino in fondo sul comportamento del direttore della filiale modenese: Vincenzo Scavuzzo, 68 anni, ex capo della filiale, oggi imputato difeso dall’avvocato Cecilia Lancellotti. Altro che accertamenti, controlli, verbali, sanzioni. Trascorreva serate nei night club con giovani signorine e bevute gratis. E tanti verbali finivano nel nulla. Anche un divano regalato e segnalazioni di altri regali inaccettabili. L’allegra gestione Siae a Modena sarebbe durata dal 2004, quando Scavuzzo ha preso i poteri, fino al luglio 2008 quando è stato licenziato dopo la sospensione successiva all’ispezione di Cannella, allora neo direttore regionale a Bologna. La deposizione davanti al Collegio presieduto dal giudice Barbara Malvasi è stata uno spaccato impietoso su un dirigente pubblico che esercitava i suoi poteri esattamente all’opposto dei suoi doveri, soprattutto considerando il timore che suscitano i funzionari Siae tra i gestori di locali. Nel mondo alla rovescia emerso dall’ispezione svolta nel marzo 2008 riferita ieri da Canella in aula, sono risultate confermate la segnalazione iniziale da una società di musicisti modenesi e una denuncia anonima, più l’importante conferma di un gestore di night. Scavuzzo andava nei night usufruendo dei “servizi” senza pagare. Non solo: come Cannella ha spiegato, compito del funzionario Siae è di tenere il massimo distacco dai controllati; invece l’imputato era in una situazione “amicale” che però pare non fosse gradita a tutti i gestori. Le accuse contro di lui che lo hanno portato a processo, formulate dal pm Claudia Natalini, erano perciò pesanti: abuso d’ufficio, distruzione di atti pubblici e concussione. Tuttavia, Scavuzzo beneficerà delle lungaggini della giustizia (sono passati sei anni dai fatti): la mannaia della prescrizione taglierà in agosto le imputazioni e sarà giudicato per la sola concussione. Ovvero l’abuso che da pubblico ufficiale avrebbe esercitato sui gestori dei locali per ottenere “utilità non patrimoniali”: nel suo caso, belle donne, bevute e altro. L’alto dirigente Siae ha raccontato che nel corso delle tre ispezioni segrete Scavuzzo è stato osservato per ore sul divanetto del night a divertirsi con coppie di avvenenti fanciulle. Una situazione intollerabile, ha sottolineato, che ha portato alla denuncia alla Procura e quindi a un’indagine delle fiamme gialle durante la quale sono stati ascoltati degli accertatori esterni Siae che ieri hanno testimoniato in aula. Uno in particolare, con imbarazzo, ha raccontato di aver accompagnato il direttore a queste serate e di non averlo mai visto pagare. Una volta, poi, in un locale per giovani (oggi non più esistente) il titolare - al quale contestava una sanzione - gli disse: «Scrivi, scrivi pure che poi il direttore te la straccia». La Siae è parte civile, assistita dall’avvocato Aldo Meyer di Bologna. Prossima udienza in febbraio.

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