Gazzetta di Modena

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I medici promuovono il nuovo ospedale

di Vittoria Melchioni
I medici promuovono il nuovo ospedale

Castelfranco. Giuseppe Masellis e altri professionisti sicuri: «La trasformazione va incontro alle esigenze sanitarie attuali»

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CASTELFRANCO. L’ospedale Regina Margherita così com’è non può garantire ciò di cui necessita la popolazione. E dato che è impensabile un ritorno al passato con un ripristino dei reparti e di un pronto soccorso 24 ore su 24, bisogna cercare di vedere il cambiamento come un’evoluzione della sanità e adattarsi. Questo in sostanza quanto emerso dalla conferenza stampa indetta dal professor Giuseppe Masellis che ha cercato di spiegare, attraverso la voce dei professionisti, perché quanto previsto dal progetto proposto dall’Ausl e Policlinico e sostenuto dall’amministrazione comunale, sia un buon progetto innovativo e soprattutto di valorizzazione dei servizi erogati a Castelfranco.

Assieme a Masellis c’erano anche altri medici: Marilena Campisi, ex direttore del 118 Modena Soccorso che ha garantito l’efficienza del servizio; Giorgio Luppi, medico di medicina generale ha evidenziato che non ci saranno cambiamenti di sorta per l’attività dei medici di base, sottolineando invece l’importanza delle infermiere territoriali per l’assistenza dei malati cronici; Gabriele Greco, responsabile del reparto di Neurologia a Carpi, ha valutato come positivo il progetto per il Regina Margherita soprattutto perché le acuzie vanno curate dove ci sono le strutture idonee per farlo; Giuseppe Masini, segretario provinciale dell’Ordine dei farmacisti, ha sottolineato quanto la figura del farmacista ricopra un ruolo fondamentale e di fiducia, evidenziando però le difficoltà del proprio lavoro per logiche che dirottano il paziente verso farmacie ospedaliere distanti chilometri. Emilio Rocchi, ex direttore dell’unità di Degenza post acuzie e riabilitazione del Policlinico si è detto dispiaciuto del clima di conflitto che c’è all’interno della sanità, sostenendo invece che solo unendo le forze si possa costruire qualcosa di migliore, esprimendo però ammirazione per i medici che lavorano a Castelfranco senza il supporto dell’emergenza-urgenza. Gianni Natalini, ex direttore di Chirurgia di Carpi, ha messo in evidenza l’importanza della day-surgery a Castelfranco, che permetterà di smaltire le liste di attesa per gli interventi in day hospital. Gabriele Taddia, direttore di Anestesia e Rianimazione di Vignola e Castelfranco, ha sottolineato quanto siano necessarie le cure ai malati cronici vicino a casa.

«Ritengo che sarebbe più opportuno spendere le energie per difendere il progetto e fare in modo che effettivamente venga attuato in tutte le sue specificità, ma purtroppo a volte ci ferma troppo sul proprio orticello, perdendo di vista il disegno globale - ha concluso Masellis - Il futuro della sanità va verso la prevenzione e non verso la mera prestazione ospedaliera. Il futuro sarà sempre più orientato verso patologie croniche e non acute e quindi il progetto dell’ospedale di Castelfranco, sia nella parte di Ospedale di Continuità che in quella di Casa della Salute,sarebbe addirittura innovativo per la provincia di Modena».

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