Libreria Nuova Tarantola rischia la chiusura dopo 103 anni di attività
Rilevata dai Panini negli anni Novanta, l’attività è gestita da quattro socie «È dura proseguire con questa crisi e con i costi di gestione sempre più elevati»
La storica libreria "Nuova Tarantola" di via dei Tintori, a pochi passi da via Canalino e piazza Grande, è a un passo dalla chiusura. La decisione definitiva sarà presa prima di Natale, perchè le quattro libraie stanno facendo di tutto per non abbassare per sempre la serranda di un luogo amato da tanti lettori modenesi.
La crisi, la diffusione delle librerie on line e delle grosse catene, unita all'invecchiamento dei lettori storici non aiutano questo genere di attività. Non a caso hanno già chiuso da anni la libreria Vincenzi sotto il portico del Collegio, era la più antica d'Italia; quella dell'Immacolata concezione in corso Duomo; l'Estense in via Farini e altre, come quella in via Giardini angolo viale Barozzi.
In centro ormai resistono solo, oltre alla Feltrinelli, la Giunti e la Muratori in via Emilia centro e "Mondo libri" in via Torre. Ma le quattro libraie della Nuova Tarantola - Franca Borghi, Mirella Galloni, Milena Pelloni e Roberta Severi - ancora per un mese sicuramente non molleranno. Anche se la brutta notizia è appunto dietro l'angolo.
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«Per ora abbiamo messo uno sconto del 15% sui nostri duemila titoli esposti - spiega la Severi - ma è durissima per una serie di motivi. Certo la crisi non aiuta alcun commerciante del centro e tanto meno noi che vendiamo una merce particolare come i libri. E poi due di noi “ragazze” sono pronte per la pensione, ma non vogliamo mollare e speriamo spunti qualcuno che entri con noi in società o rilevi l'attività. Il fatto è che abbiamo sempre fatto questo mestiere: eravamo dipendenti della casa editrice Panini che riaprì la libreria Nuova Tarantola nel 1995 e noi subentrammo nel 1999. Tra gli altri problemi ci sono senz'altro il boom delle nuove tecnologie e delle librerie digitali, i costi anche di affitto sempre più alti. Anche lo spostamento dopo il sisma del 2012 delle sedi storiche di Venturi e Sigonio, a due passi da qui, non ci hanno certo aiutati sul lato della vendita dei libri scolastici».
Oggi la libreria è generica ed è uno spazio silenzioso nel quale è piacevole soggiornare e sfogliare volumi nei due piani di questo palazzo storico all'angolo tra via Tintori e corso Canalino. I libri sono suddivisi per argomento e molto ampia è la sezione dei volumi di storia e arte modenesi. «Noi sappiamo fare questo mestiere che è particolare - conclude la Severi - e negli anni pre-crisi ci siamo prese delle belle soddisfazioni dandone anche ai clienti: con loro, come si immagina, abbiamo un rapporto stretto ben diverso da quello che danno le mega librerie on line o le catene. Anche tra gli autori molti sono affezionati e facevano qui le presentazioni dei libri, soprattutto ricordo Giuseppe Pederiali e il fotografo Beppe Zagaglia».
Chi conosce bene, per averlo diretto, questo luogo è l'editore Maria Teresa Panini: «Mio padre Franco Cosimo e noi figli - ricorda - a inizio degli anni '90 rilevammo molte librerie storiche della città per evitarne la chiusura. Ricordo la Vincenzi, la Teic Immacolata Concezione, la Vincenzi al collegio San Carlo e appunto la Tarantola. Questa ultima era aperta dal 1911 e la rilevammo dai fratelli Tarantola: entrò così nelle Librerie Panini con le quali facevamo una operazione commerciale certo, ma soprattutto culturale. L'impresa durò una decina di anni e io nella nostra casa editrice mi occupavo proprio di questo settore, conoscendo dunque bene la materia. Poi le cose cambiano e la mia famiglia decise di concentrarsi via via sulla casa editrice Franco Cosimo Panini, per cui lasciammo le varie librerie a dipendenti Panini che lì già lavoravano. Mi dispiace molto perché i rapporti con le libraie della Nuova Tarantola sono ottimi».
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