Ripetitore tra le case, ma la gente protesta
Sarà costruito nel parco adiacente a via Respighi: «Chi piazza qui questi mostri non pensa alla salute»
Un ripetitore telefonico a due passi dalle finestre di casa.
Succede in via Respighi, dove è già stato gettato il basamento per l'installazione di un traliccio al culmine del quale verranno installati i ripetitori di segnale per i telefoni cellulari. L’area dove è stato deciso di installare il traliccio è di proprietà comunale e fungeva da piccolo giardino per i giochi dei bambini della zona.
Siamo in via Repighi, popolosa arteria di case popolari e la percentuale di bambini è abbastanza alta. È vero che a poche decine di metri c’è il parco Albero d'Oro, ma è altrettanto vero che l’allarme per un traliccio telefonico è grande.
«Ho già contattato l'assessore all'ambiente Sonia Pistoni – ha detto una delle residenti della zona, a meno di venti metri dal traliccio – e mi ha risposto che non ne sapeva nulla ed avrebbe fatto le necessarie verifiche. Verifiche che non servono, le ho risposto, perchè ero presente quando sono venuti i tecnici ed una funzionaria del Comune, che alle nostre lamentele ha risposto ironica “lo sapevo che nessuno vuole vicino a casa questi ripetitori”. Chiediamo immediatamente che venga sospeso il lavoro di installazione e raccoglieremo le firme da presentare al sindaco. Questi ripetitori vanno installati fuori dai centri abitati e non a pochi metri dalle nostre finestre».
Altre persone, giunte sul posto, rincarano la dose. «Ho un figlio con un tumore – aggiunge una donna – e ci manca solamente che vi si aggiungano le onde magnetiche del ripetitore. Ma chi decide di mettere questi mostri ci pensa alla nostra salute o non gliene frega nulla? È possibile pensare di mettere un traliccio proprio in mezzo ad un gruppo di abitazioni? L’avessero messo in mezzo al parco, almeno, era lontano dalle case».
L’idea del parco, sembra, era già stata presa in considerazione, ma è stata scartata in quanto alla base del traliccio verrà messa una sorta di casetta con congegni elettronici e tutto sarebbe stato meno sicuro. C’è già chi è scettico sull’esito della battaglia.
«Se sono arrivati a fare la prima gettata – dice un uomo – vuol dire che sono certi che il traliccio verrà collocato qui. C’è solo da aspettare che il cemento si indurisca e poi arriveranno a montarlo».
Non si tratta del primo caso, né in città e nemmeno in zona, di installazione nelle vicinanze delle abitazioni (ci sono anche alcuni scuole che hanno il ripetitore proprio a due passi) ma è certo che le “guerre tra poveri”, combattute tra coloro che lamentano un segnale scarso per il proprio telefono e quelli che si vedono installare un ripetitore davanti a casa, sconfiggono gli uni e gli altri, e magari vivono nello stesso condominio.
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