Gazzetta di Modena

Modena

Tra Pd e Sel c’è Tsipras: «Alleati solo per i seggi»

Tra Pd e Sel c’è Tsipras: «Alleati solo per i seggi»

La critica dei vendoliani sul rischio astensione manda in tilt la coalizione e la replica dei dem non si fa attendere: «Polemica violenta, cercano voti»

3 MINUTI DI LETTURA





«Sel e Pd a Modena si accusano reciprocamente di non avere il contatto con gli elettori, peccato che entrambi sostengano nella stessa coalizione il renziano Bonaccini a presidente della Regione Emilia Romagna. Non male per essere alleati».

È L'Altra Emilia-Romagna ad infierire sui nervi tesi tra vendoliani e dem a Modena. Se due giorni fa il coordinatore Sel Andrea Bosi, scuotendo il livello regionale del Pd, ha preventivato un'alta astensione domenica anche a causa dei recenti scandali in Regione, il segretario dem Andrea Sirotti lo ha stoppato parlando di polemica «violenta» solo per raccattare voti.

I fan di Tsipras, allora, ne approfittano e segnalano che «gli scambi di accusa a mezzo stampa arrivano a pochi giorni dal voto, in una campagna elettorale in cui Pd e Sel non si sono mai presentati al pubblico assieme e anzi tentano di nascondere agli elettori il significato politico di un'alleanza che si giustifica solo per mero calcolo elettorale».

Lo rileva in una nota Stefano Lugli, candidato alle regione per Altra Emilia Romagna Modena. Se questi allora sono i presupposti, tira le somme Lugli, «è evidente che l'alleanza tra Pd e Sel non ha alcun fondamento politico e programmatico». Un'alternativa c'è, conclude allora il candidato modenese, «ed è rappresentata da l'altra Emilia Romagna, una lista che vuole garantire la continuità a livello regionale dell'esperienza politica dell'altra europa e offrire un'alternativa di sinistra- ricorda Lugli - agli elettori che non sono disposti a sostenere il Pd renziano qui in Emilia-Romagna».

Il più grande timore per il Pd è, tuttavia, che la vittoria non sia corroborata da una massiccia affluenza alle urne. È anche per questo che stasera il premier e segretario del Pd Matteo Renzi si schiererà in prima persona per sostenere Bonaccini. L'appuntamento è al PalaDozza di Bologna alle 20.30, con un programma che prevede che la serata non sia un comizio classico e con pullman in arrivo da tutta la Regione per riempire uno spazio che può ospitare alcune migliaia di persone. Anche Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, di gran lunga il leader nazionale più impegnato in questa campagna, sarà in Emilia-Romagna sia oggi che domani: moltissimi gli appuntamenti in agenda che culmineranno con la festa di chiusura domani a Bologna alle 18. Chi invece non si è visto è stato il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, in una regione che per lui, da sempre, è croce e delizia, è qui che il movimento è nato con il primo V-day, è qui che sono stati raggiunti i primi successi elettorali di una certa importanza, ma è anche qui che sono emersi i suoi più grandi oppositori interni, basti pensare che entrambi i consiglieri regionali eletti nel 2010 sono stati, prima o poi, espulsi dal M5S.

Tornando al Pd, nell'era del partito unico, che contiene al suo interno maggioranza e opposizione, c'è bisogno di creatività per distinguersi e Roberto Balzani, già sfidante di Stefano Bonaccini alle primarie del Pd dell'Emilia-Romagna, convoca per il 28 novembre a Bologna, poco dopo le regionali di domenica, un incontro dal titolo evocativo: «L'Ubalda». Per «riepilogare e rilanciare un'agenda politica dopo primarie e campagna elettorale», annuncia «una riunione fuori dagli schemi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google