Allarme: 300 imprese a rischio chiusura per colpa delle... sagre
Si fa pesante la concorrenza di mercatini degli hobbisti o del riuso, attivita' temporanee fiere, sagre, feste di paese, . Sono alcuni dei dati emersi dallo studio curato da Nomisma
Trecento le piccole imprese modenesi, suddivise tra commercio e pubblici esercizi, che a fine 2014, rischiano di cessare l'attivita' per sempre. E la causa e' da ricercarsi nella concorrenza esercitata da altre 'attivita'', quali: mercatini degli hobbisti o del riuso, attivita' temporanee di vendita di prodotti agricoli, di somministrazione di cibi e bevande in fiere, sagre, feste di paese, circoli privati e/o associazioni. Sono alcuni dei dati emersi dallo studio curato da Nomisma per conto di Confesercenti Modena. Dati che saranno presentati in occasione dell'iniziativa "Stop Abusivismo", in programma lunedi' prossimo. Sagre e feste sono forme commerciali, note e disciplinate da leggi e normative sia statali che regionali. Ma che godono - sottolinea Confesercenti - di procedure molto piu' snelle rispetto a quelle tradizionali, che non soggiacciono al carico burocratico che affligge le imprese e che, soprattutto, beneficiano di regimi fiscali di assoluto favore. Accanto alle 300, vi sono poi oltre 4.000 aziende, sempre della Provincia di Modena che, pur non rischiando di chiudere, individuano nei 'regimi agevolati', la principale componente atta a deprimere, unitamente alla congiuntura economica negativa in atto, il giro d'affari del proprio esercizio. Si aggiungono poi le difficolta' derivanti dai fenomeni dell'abusivismo commerciale e della contraffazione - del tutto illegali - che sul territorio impattano su circa 1.500 pmi modenesi del commercio. (ANSA).
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