Gazzetta di Modena

Modena

modena

Autonomi a processo per cinema occupato «Fu un saccheggio»

Autonomi a processo per cinema occupato «Fu un saccheggio»

«Quando sono entrato con la polizia dopo lo sgombero mi sono reso conto che era avvenuto un saccheggio. C’erano danni ovunque sia nelle sale che nei tre appartamenti contigui. Erano state portate via...

2 MINUTI DI LETTURA





«Quando sono entrato con la polizia dopo lo sgombero mi sono reso conto che era avvenuto un saccheggio. C’erano danni ovunque sia nelle sale che nei tre appartamenti contigui. Erano state portate via tutte le poltroncine degli spettatori. Le porte erano sfondate o persino smurate. Il cancello rotto, le serrature spaccate».

È questa la testimonianza dell’avvocato Paolo Pellicciari di Reggio che con il fratello era esecutore testamentario dei beni della defunta Lelia Lugli. Immobili che comprendevano anche il cinema Nuovo Scala di via Emilia Ovest e gli appartamenti annessi su via Gherardi e via Cavo Cerca. Spazi occupati del collettivo Guernica per sette mesi fino allo sgombero avvenuto nel maggio 2011. Sotto processo sono diciassette autonomi modenesi accusati di occupazione abusiva e danneggiamenti: davanti al giudice Domenico Truppa, sono difesi dagli avvocati Boni, Ronchi e Santunione. Parte civile è l’attuale proprietà degli immobili occupati, la Fondazione Lugli di Reggio seguita dall’avvocato Giuseppe Silipo. All’udienza di ieri ha testimoniato il curatore testamentario riferendo che il cinema Nuovo Scala - un tempo due belle sale (Rosa e Verde) e un estivo - era inattivo da quando i gestori avevano spento i proiettori. Passati alcuni mesi in cui i curatori dell’eredità avevano controllato lo stato delle sale e dei tre alloggi, è poi avvenuta l’occupazione del collettivo, parallela a quella delle ex scuole di Marzaglia.

Il recupero di quello spazio è avvenuto circa due mesi dopo lo sgombero, ma già a un primo sguardo - quando gli autonomi erano stati fatti uscire dalla polizia - l’aspetto era desolante. L’avvocato ha riferito che gli spazi erano stati vandalizzati ed era sparito l’arredo del cinema. Secondo una stima della Fondazione Lugli, basata sul calcolo del costo secondo un ripristino precedente l’occupazione, il danno supera i 170mila euro. Una cifra che il collegio di difesa sicuramente metterà in discussione ma che resta comunque alta nella storia delle occupazioni modenesi. All’udienza di ieri è anche stato ascoltato un funzionario della Digos che ha testimoniato di aver riconosciuto 10 dei 17 imputati. Prossima udienza il 5 febbraio, deporranno alcuni imputati.

Carlo Gregori

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google