Burro e salmonella: assolta Parmareggio
Il presidente del Gruppo Granarolo Gianpiero Calzolari e il presidente della modenese Parmareggio Paolo Micheli sono stati assolti ieri mattina dal giudice monocratico Domenico Truppa dall’accusa di...
Il presidente del Gruppo Granarolo Gianpiero Calzolari e il presidente della modenese Parmareggio Paolo Micheli sono stati assolti ieri mattina dal giudice monocratico Domenico Truppa dall’accusa di aver venduto burro contaminato da salmonella. La sentenza, arrivata al termine di un processo che ha visto la deposizione di esperti e tecnici, ha quindi accolto le richieste del loro difensore, avvocato Gaetano Forte.
Il caso era emerso al termine di un controllo igienico-sanitario di routine avvenuto nell’estate 2010 nel laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico di Torino dove erano depositati in analisi alcuni campioni in vendita prelevati dal banco frigo un supermercato di Savigliano, in provincia di Cuneo.
Come testimoniato ieri mattina dalla tecnica dell’Ausl che svolse i prelievi dei campioni alimentari da analizzare periodicamente, la scelta era stata casuale. Il 27 luglio, in un contenitore frigo erano stati messi cinque panetti di burro Granarolo in vista di una “analisi unica irripetibile”. Il 9 agosto all’istituto zooprofilattico piemontese risultava però che uno dei 5 panetti di burro era contaminato dalla salmonella. Da lì è scattata un’indagine terminata con il rinvio a giudizio dei presidenti dei due colossi alimentari emiliani. Entrambi, infatti, secondo l’accusa rappresentavano rispettivamente il marchio e il produttore del burro (la Parmareggio, infatti, produce il burro in via Polonia per conto della Granarolo). Nell’udienza di ieri un dirigente della Parmareggio ha testimoniato davanti al giudice che il lotto sequestrato è stato sottoposto ad accertamenti attraverso l’analisi di tutti i dati confluiti sul server aziendale dal sistema computerizzato Prc che monitora ogni istante della produzione del burro. Nè durante la pastorizzazione, né nella fase successiva, né durante la burrificazione risulta la presenza di dati anomali. Quindi, quell’unico panetto è stato contaminato solo dopo essere uscito dallo stabilimento.
Carlo Gregori
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