Guerzoni: «Quest’anno Modena non starà al buio»
L’assessore a ruota libera: «Con Hera abbiamo ridiscusso l’accordo, sarà a led quasi la metà dei pali della luce». Rifiuti: «Raccolta porta a porta in sei quartieri»
Energia, calore, rifiuti, verde pubblico. Sono le parole d’ordine che da qualche mese a questa parte accompagnano Giulio Guerzoni nel suo nuovo ruolo di assessore con delega, tra le altre, anche all’ambiente.
E quella che gli è stata lasciata è una eredità piuttosto pesante, dal momento che nei prossimi dodici mesi ci si giocherà, su questi temi, buona parte della credibilità per almeno i prossimi dieci anni. Una sfida non facile da giocare, a cominciare dall’illuminazione pubblica. Guerzoni non cade nel tranello che “ferì” politicamente chi lo ha preceduto, decidendo l’accensione posticipata e lo spegnimento anticipato dei lampioni lungo le strade lasciando mezza Modena al buio, e proprio da qui vuole partire: «I lampioni non si spegneranno, non ci pensiamo nemmeno. Non vogliamo ragionare di spegnimenti ma di investimenti».
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E con quali soldi?
«Impostando un discorso molto chiaro col gestore del servizio, che possiede anche la maggior parte dei pali in questione».
Vuol dire che il Comune comincia a trattare Hera senza alcun canale privilegiato come spesso è stato in questi anni?
«Vuol dire che ci siamo messi al tavolo e abbiamo detto una cosa molto chiara: il contratto di servizio è scaduto da due anni, dal 2013 siamo in proroga ma non può più esistere questa situazione sebbene ci si trovi nel bel mezzo di un accordo quadro trentennale dovuto al passaggio di Meta in Hera».
E su quali basi poggerà l’accordo?
«Su un calo della bolletta pagata dal Comune e soprattutto su un investimento sensibile in nuove tecnologie. Nel 2014 la voce illuminazione pubblica è costata all’amministrazione 6,6 milioni di euro, puntiamo a risparmiare circa 250mila euro all’anno da qui al 2023. Hera, allo stesso tempo, sostituirà il 40 per cento dei 27mila lampioni di sua proprietà introducendo la nuova tecnologia led (il Comune ne ha 1800 e gli altri vennero ceduti alla multiutility nel momento del passaggio per avere un peso maggiore nella trattativa). Si tratta dell’ultima tecnologia disponibile e Modena si ritroverà questo investimento senza spendere».
Qualcuno, prima di lei, aveva addirittura ipotizzato di riprendervi la proprietà dei pali...
«Le dico solo che nella trattativa tra Meta e Hera questo patrimonio venne calcolato attorno ai 30 milioni di euro. Diciamo che ora siamo scesi a 20 milioni: secondo lei è un investimento fattibile per le casse del Comune? Chi lo spiega ai cittadini? Meglio quest’altra strada che giudico virtuosa».
Restiamo in tema di energia, ma parliamo di calore. Anche qui il Comune spende troppo.
«Anche in questo capitolo si devono inventare risparmi. Abbiamo scelto la strada del bando di gestione calore, con un contratto di global service che vada ad incentivare gli investimenti in quei 217 edifici pubblici sui quali il Comune paga la bolletta».
E perché il vincitore dovrebbe investire su un edificio non suo?
«Perché tutto il risparmio ottenuto sarebbe a suo vantaggio».
Cosa prevede?
«Un bando europeo molto complesso, stiamo cominciando ad approfondire tutti gli aspetti legali, a metà dell’anno prossimo sarà pubblicato e in autunno ci sarà l’aggiudicazione. Sarà una vera rivoluzione per come è stato organizzato fino ad oggi il nostro Comune».
Dove si aspetta che il vincitore focalizzerà i propri investimenti?
«Certamente sulle strutture più costose, quelle sulle quali noi oggi abbiamo la bolletta più alta».
Tipo?
«Il primo costo del Comune in termini di calore è il PalaPanini. Poi la sede della Polizia Municipale, il Palazzo Comunale, il complesso Santa Margherita e quello del vecchio Sigonio: da soli valgono il 28 per cento della nostra bolletta».
Per la gara sulla gestione dei rifiuti, invece, servirà più tempo.
«La scadenza prevista da Atersir è fine 2016. Con Hera abbiamo impostato un quadro biennale per arrivare alla gara il più possibile in linea con l’obiettivo fissato al 70 per cento per la raccolta differenziata».
Servono, però, scelte precise.
«Le stiamo facendo e dal 2015 saranno applicate. Intanto estenderemo a tutto il centro storico ciò che sta avvenendo in via Carteria, ovvero la raccolta porta a porta per carta e plastica. Poi spingeremo il porta a porta completo, per tutte le tipologie di rifiuti, in alcune zone della città dove la concentrazione dell’utenza non domestica supera il 30 per cento. Ad esempio Modena Est, il Villaggio Artigiano o i Torrazzi: in queste zone tutti, case private e aziende, saranno chiamate a questa nuova raccolta che va verso la tariffazione puntuale».
Oggi, però, siamo ancora lontani.
«Intanto ci sono 21mila utenze modenesi che utilizzano le isole ecologiche e sfruttano giustamente gli incentivi proposti. Per questo abbiamo chiesto ad Hera di aprire una nuova isola ecologica nella zona del Grandemilia».
Un’ultima battuta sul verde pubblico. C’è chi si lamenta dei pochi sfalci.
«Ben vengano le segnalazioni, sapendo che noi facciamo grandi sforzi. Con la riorganizzazione del Comune, manutenzione stradale e del verde sono state unificate in un unico capitolo e gli 800mila euro appena stanziati serviranno a questo. Coi cittadini dobbiamo essere chiari: soldi per gli sfalci come a metà anni Ottanta, quando si facevano anche tre volte all’anno, non ce ne sono. E non possiamo permetterci nuovi parchi se non con un accordo preventivo coi cittadini per una manutenzione volontaria».
Il cittadino volontario è segno di una società matura.
«Il verde è una delle fortune di Modena, poche altre città delle nostre dimensioni hanno nove milioni di metri quadri di verde. Così qualunque nuovo investimento lo si fa solamente coinvolgendo i cittadini che oggi sono la nostra fortuna. Senza i volontari si farebbe poco, e l’unica cosa che non tocco, quando mi chiedono di tagliare, è la voce per il rimborso simbolico dei volontari. Ecco perché vorrei arrivare, nel giro di pochi mesi, a costituire un albo dei volontari ecologici, per arrivare ad un coordinamento unitario e dare una risposta sociale e civica ancora più marcata».
@dvdberti
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