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un CASO IMBARAZZANTE

Il Comune: rotatoria di via Emilia, già chiesta la rimozione dell’amianto

Il Comune: rotatoria di via Emilia, già chiesta la rimozione dell’amianto

Ma la bonifica costa oltre un milione, difficilmente la Cmb deciderà di spenderlo Si rischia un lungo contenzioso legale. «Ma intanto l’area è in piena sicurezza»

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Il Comune di Modena ha già richiesto «la rimozione della rotatoria temporanea, oggi in disuso, realizzata nell’area privata di via Emilia Est in occasione della costruzione nel 2008 della rotatoria tra via Emilia e tangenziale cittadina».

Lo annuncia l’assessore ai Lavori pubblici Gabriele Giacobazzi che fatto il punto della situazione con i tecnici responsabili dell’infrastruttura per realizzare la quale venne utilizzato un fondo in ghiaia con ofiolite, roccia naturale con al suo interno fibre di amianto. «Il materiale, acquistato dall’impresa appaltatrice da una cava parmense regolarmente autorizzata, è comunemente usato per realizzare fondi stradali e una volta posato non rappresenta alcun tipo di pericolo ma richiede attenzioni e procedure particolari nel caso di smantellamento per evitare l’emissione di polveri».

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Insomma, l’area andrebbe bonificata secondo particolari procedure, da ditte specializzate ed autorizzata. Ma soprattutto, l’intervento costerebbe una cifra enorme: gli esperti stimano, in base alla dimensione dell’area, oltre un milione di euro. Chi metterà sul tavolo la cifra? In teoria, dovrebbe essere la Cmb, che realizzò le rotatorie, sia quella “fantasma” sia quella oggi aperta al traffico. E proprio alla Cmb il Comune ha chiesto lo smantellamento della rotatoria dismessa da anni.

«L’area è attualmente in piena sicurezza - afferma Giacobazzi - come ci confermano gli esami tecnici di Arpa che ha realizzato anche specifici carotaggi del terreno. Non si era proceduto prima alla rimozione dell’infrastruttura, che richiederà procedure particolari per evitare l’emissione di polveri, perché su quell’area esistevano ipotesi di intervento che avrebbero evitato lo smantellamento garantendo comunque la massima sicurezza per l’ambiente e la salute. Quelle ipotesi non hanno avuto sviluppi - aggiunge Giacobazzi - e ora, scaduto il termine concordato nel 2008 per valutarle, riteniamo si debba procedere alla rimozione a carico della ditta che ha la responsabilità dell’intervento e sulla base di un piano in corso di definizione in accordo con gli enti di controllo, in particolare Provincia e Arpa».

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La realtà è che ben difficilmente la Cmb procederà in tempi ragionevoli alla rimozione dell’amianto: operazione troppo onerosa, soprattutto in un periodo di crisi come questo. Dunque, cosa accadrà? Due le possibilità.

La prima: il Comune decide di bonificare l’area a proprie spese e incamera la fidejussione di Cmb di circa 160mila euro, con la quale al massimo potrà far tagliare l’erba e portare via i vecchi segnali stradali arrugginiti. Tutto il grosso della spesa, appunto un milione di euro, peserà sulle casse comunali e l’amministrazione dovrà intentare causa alla Cmb per farsi risarcire. Ovviamente, ci vorranno molti anni per arrivare a una sentenza definitiva.

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Seconda possibilità: lasciare tutto così com’è e passare il problema alle future generazioni, che magari avranno la possibilità economica di bonificare l’area senza mettere in crisi i bilanci. D’altra parte, come gli esperti hanno spiegato proprio sulla Gazzetta nei giorni scorsi, fino a quando l’amianto resta sotterrato, non può creare problemi sanitari. L’unico rischio è che per un evento geologico imprevedibile, l’amianto non raggiunga la falda contaminando l’acqua.

In ogni caso, come scritto dalla Gazzetta ieri, il problema della “rotatoria fantasma” passerà alle generazioni future. Dalle foto satellitari si continuerà a notare questo strano manufatto, nei campi a fianco del maxi-svincolo fra via Emilia Est e la tangenziale. E l’area continuerà a essere piena di rottami arrugginiti, blocchi di cemento e asfalto. (m.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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