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Alloggi Acer, piove dentro Manca anche l’acqua calda

di Alfonso Scibona
Alloggi Acer, piove dentro Manca anche l’acqua calda

Nelle case popolari di via Respighi 46 esplodono rabbia e proteste degli inquilini «Abbiamo segnalato i problemi, nessuno fa nulla e noi non abbiamo alternative»

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Altra situazione di precarietà all'interno del panorama case popolari della città. In via Respighi, al civico 46, si trova un palazzo a dir poco in condizioni disagiate. Nessuno ha l'acqua calda, ai piani alti vi sono continue infiltrazioni dal soffitto, pochissimi riscontri quando ci si lamenta di questo ed altro all'Acer, l'agenzia per la casa che gestisce il tutto per conto del Comune. «Ho sempre pagato le bollette – racconta Anna Misia, unica a lavorare in un nucleo di 6 persone, formato da lei, una delle figlie e quattro bambini (tre dell'altra figlia separata), che occupa uno degli appartamento ai settimo ed ultimo piano del fabbricato – e mi trovo a dover spostare continuamente i mobili per le continue infiltrazioni d'acqua che ci sono. A causa di queste sono più volte saltati gli interruttori di corrente, ho fatto presente la faccenda all'Acer, mi hanno mandato un operaio a sostituirli e si sono staccati dal muro dopo pochi giorni». Problemi anche per continuare a mantenere questa, pur precaria, abitazione. «Abbiamo lo sfratto – continua la donna – perché qualche anno addietro non abbiamo presentato la documentazione sul reddito familiare e ci hanno calcolato 4800 euro da pagare. Ho chiesto la rateizzazione, perché lavoro solo io e guadagno appena 1000 euro al mese, ma tutto dovrà essere deciso dal tribunale di Modena». Problemi all'isolato anche a causa del terremoto. «Sono venuto a fare centinaia di foto – aggiunge Misia – ma non ci danno una alternativa a questa casa ed io come posso fare, con quattro bambini in casa? Pensi solo che per lavarli dobbiamo mettere a bollire l'acqua perché in tutto il palazzo non c'è acqua calda. Da questo palazzo sono già andati via in 8 famiglie su 28 appartamenti complessivi, ma per noi non ci sono alternative in vista». La situazione di degrado è anche confermata da altre persone che abitano al 46 di via Respighi.

«Il problema delle infiltrazioni è reale e costante – aggiunge una inquilina dello stesso pianerottolo – anche se nel mio appartamento ci sono meno punti critici. Quello che non è sopportabile è la mancanza di acqua calda, per cui dobbiamo scaldarla noi anche per l'igiene personale». Un palazzo che negli spazi comuni non presenta le criticità e la sporcizia di altre case simili. Per le scale è pulito, anche finestre e ingresso sono decorosi. Ma all'interno delle varie unità abitative c'è davvero da giustificare chi protesta. Adesso perr queste persone non resta che aspettare: cosa deciderà il tribunale in materia di sfratto; cosa deciderà l'Agenzia per la casa in materia di interventi per ripristinare il flusso dell'acqua calda e le riparazioni sul tetto per interrompere le infiltrazioni.

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