«Commercio, 300 chiusure a fine anno»
Confesercenti dopo l’indagine di Nomisma nel Modenese: «Le cause sono fiscalità agevolata, contraffazione, abusivismo»
Cala il fatturato delle pmi modenesi di commercio e servizi. Ma non è solo il calo dei consumi la causa. Ci sono anche le fiere, le sagre, i circoli che somministrano cibi e bevande e i mercati agricoli e del riuso. Se a questo aggiungiamo l'abusivismo commerciale e la contraffazione, risultato è il rischio di chiusura – entro fine anno – di 300 pmi modenesi.
A rivelarlo è è uno studio curato da Nomisma per la Confesercenti di Modena, che aggiunge: «Accanto alle 300, ci sono oltre 4mila aziende che, pur non rischiando di chiudere, individuano nei “regimi agevolati”, la principale componente che deprime, unitamente alla congiuntura economica negativa, il giro d’affari del proprio esercizio. Non bastasse questo, alla concorrenza sleale si aggiungono le difficoltà derivanti dai fenomeni dell’abusivismo commerciale e della contraffazione che sul territorio impattano su circa 1.500 pmi modenesi del commercio».
Dati che saranno presentati in occasione dell’iniziativa “Stop Abusivismo”, in programma lunedì, quando verrà illustrata l’indagine condotta dall’ente di ricerca “L’impatto dell’abusivismo commerciale e delle attività agevolate sull’economia della provincia di Modena”. Nomisma ha stimato che il numero di manifestazioni ludico-ricreative - quali sagre, fiere, feste di paese, altri eventi – organizzate e presenti ogni anno a Modena e provincia sono oltre 1.200. Di queste, risultano essere più di 800 quelle in cui si effettua la somministrazione di cibi e bevande mediante attività in forma temporanea e che quindi vanno a intaccare l’attività dei pubblici esercizi. In termini di giornate poi i numeri impressionano, perchè sono quasi 2.600 i giorni legati a tali manifestazioni. Questo significa che in ogni Comune in media ci sono 55 giornate ogni anno con eventi quali feste, sagre, fiere. Secondo il 59 per cento degli imprenditori presi in esame dall'indagine la somministrazione di cibi e bevande in sagre, fiere, nonché nei circoli, è l’attività che sottrae più di ogni altra causa giro d’affari ai pubblici esercizi. Guardando invece alla situazione dal punto di vista degli esercizi commerciali risulta che soffrono maggiormente per i fenomeni legati alla vendita abusiva - 49% - e per le vendite effettuate nei mercatini occasionali degli agricoltori e degli hobbisti o riuso: 33%.
«Se abbiamo sentito la necessità di affidare una ricerca a Nomisma – afferma il direttore generale di Confesercenti Modena Tamara Bertoni - è stato per dimostrare con dati scientifici ciò che da tempo la nostra associazione sta denunciando: l’abusivismo, l’illegalità e tutte le attività a regime agevolato, hanno un impatto negativo sul complesso delle attività commerciali e turistiche È necessario perciò ricondurre alla legalità ogni forma di attività, intensificando il controllo e la repressione».
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