Corsa a 6 per diventare l'erede di Errani
Quali sono le proposte dei sei candidati alla presidente della Regione Emilia Romagna
Ecco in estrwema sintesi quali sono i tratti salienti dei programmi dei sei candidati alla presidenza della Regione Emilia Romagna. Si vota solo domencia 23 novembre dalle 7 alle 23.
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STEFANO BONACCINI (PD,SEL, CENTRO DEMOCRATICO)
«Una politica pulita e rinnovata che recuperi dignità e responsabilità» L’invito a votare per chiunque, le ragioni per cui la partecipazione potrebbe essere più bassa del passato ma anche nel caso di una affluenza bassa, «quello che ci interessa è vincere. Come diceva Matteo - Renzi - ce ne faremo una ragione». Così Stefano Bonaccini lancia il voto di domani: «Deve esserci una politica pulita. E tocca ad ognuno di noi che abbiamo responsabilità pubbliche ogni giorno dimostrarlo. Non mi piacciono i facili moralismi, e non mi è mai piaciuto parlare di superiorità morale, perché anche a destra c'è tanta gente perbene. Mi interessa che al di là di dove si militi, la politica, tutta insieme, recuperi dignità e recuperi, questo sì la sobrietà e l'onestà come valore morale alla base dell'impegno politico». «Anche noi, dopo una lunga stagione di governo Errani - spiega Bonaccini - abbiamo bisogno adesso di una nuova stagione di governo con una nuova classe dirigente alla guida di questa Regione». Il fatto, secondo Bonaccini è che «quando hanno votato tre regioni da sole, nell'ultimo anno e mezzo», cioè Friuli Venezia Giulia, Basilicata e Sardegna, «al voto è andato circa il 50 per cento degli elettori». Ma rispetto a quei tre casi «io ho un avversario in più che si chiama risultato scontato- sottolinea ancora Bonaccini- quasi tutti quelli che incontro mi chiamano già presidente. Non sono superstizioso, ma il problema è che in una elezioni quando si dà già per scontato chi ha vinto chi non è militante può pensare che il suo voto non sia nè indispensabile nè utile perchè il risultato è già scritto». Poi, naturalmente, c'è il macigno dell'inchiesta conclusa a meno di due settimane dal voto. «L'inchiesta non avvicina le persone, quelle già un pò deluse dalla politica», comunque «dobbiamo fare di tutto per dimostrare che siamo capace di portare la gente al voto, ognuno faccia quello che può».
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ALAN FABBRI (Fi, Lega, Fdi) «Il Pd se ne frega di chi sta peggio»
«Razzista d’un Pd, nega la sospensione di tasse e contributi ai terremotati d'Emilia ma garantisce 40 euro al mese di social card agli immigrati. E’ una vergogna: il governo se ne frega della nostra gente colpita dalle calamità. Domenica, alle Regionali, diamo un Daspo al Pd». Alan Fabbri sul finale alza il tiro: «Generosi con gli ultimi arrivati, spietati con i terremotati: il Pd meriterebbe un processo per alto tradimento. Bonaccini difenderà anche quest’ennesima porcata del suo amico Renzi?». E dopo il terremoto va anche sull’alluvione: «Mentre il governo di Delrio attende l’ok da Bruxelles sugli svincoli del patto di stabilità la gente muore e i territori finiscono sott’acqua, l’immobilismo è colpevole. Liberare subito i fondi anti-dissesto dai vincoli che ne impediscono l’utilizzo, come previsto dall’emendamento Lega Nord alla legge di stabilità. Non intendiamo aspettare inermi l’autorizzazione dell’Europa. Rispediamo al mittente le cartelle esattoriali recapitate alle vittime dell’alluvione. Mandiamole a palazzo Chigi. Il conto di questa vergogna è tutto per Renzi».
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GIULIA GIBERTONI (Movimento Cinquestelle) «Ora basta: non possiamo diventare la nuova pattumiera d’Italia»
«L'Emilia-Romagna non può e non deve diventare la pattumiera d'Italia per colpa dello “Sblocca Italia” di Renzi. Inceneritori e discariche di Hera ed Iren in Regione vanno chiusi entro 10 anni attuando politiche Rifiuti Zero che puntino su raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale, più ricicli meno paghi, impianti di compostaggio, riciclo, selezione e trattamento a freddo». Così Giulia Gibertoni, candidata presidente del Movimento 5 Stelle per l'Emilia-Romagna, ha alzato il tiro negli ultimi giorni di campagna elettorale: «Con politiche Rifiuti Zero si potrebbero creare migliaia di posti di lavoro in Emilia-Romagna - ha aggiunto Gibertoni - invece si continuano a fare gli interessi di Hera ed Iren portando pure rifiuti da fuori regione come prevede l'articolo 35 dello “Sblocca Italia” che rende gli inceneritori strategici quando il Parlamento Europeo ha dichiarato che vanno superati entro il 2020 e per le nuove direttive non va bruciato tutto ciò che è riciclabile». E soprattutto è andata nell’uno contro uno contro Bonaccini: «Promettendo il taglio dei pochi rimborsi ancora a disposizione dei partiti in regione e delle auto blu Stefano Bonaccini ne spara un'altra delle sue. Lo fa - è la tesi di Gibertoni- perchè il Pd è travolto dalle inchieste in Regione con 18 indagati per peculato, perché nelle liste che lo sostengono ci sono cinque indagati per peculato, perché lui stesso è tuttora indagato per peculato (ci risulta che il pm abbia chiesto l'archiviazione della sua posizione, ma che il gip non abbia ancora archiviato)». Nel mirino anche Fabbri: «La lega percepisce il finanziamento ai partiti ed il suo presidente a vita Bossi è rinviato a giudizio per lo scandalo da 40 milioni di euro con Belsito. Nel frattempo i suoi rappresentanti si tengono tutto lo stipendio da parlamentari e consiglieri regionali. Questa è casta».
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MAURIZIO MAZZANTI (Liberi cittadini) «In viale Aldo Moro per spendere meno»
Dimezzare lo stipendio dei consiglieri regionali e cancellare il vitalizio degli ex eletti. Lo propone Maurizio Mazzanti, candidato alla presidenza della regione Emilia-Romagna con la lista Liberi Cittadini. Mazzanti propone una «vera spending review» per viale Aldo Moro, a cominciare dalla «selva di società partecipate, enti e agenzie della regione». Per loro, Mazzanti propone un taglio netto, tramite «l'abolizione degli enti inutili e costosi quali la consulta degli emiliano-romagnoli», e una riduzione dei cda. Ma, complice anche l'inchiesta della procura di Bologna sulle spese allegre dei consiglieri regionali, buona parte dei risparmi la lista liberi cittadini vuole farla proprio su eletti e gruppi politici in viale Aldo Moro. Mazzanti propone dunque la «cancellazione dei vitalizi degli ex consiglieri», mentre per quelli in carica si parla di «dimezzamento delle indennità di base, annullamento delle indennità di funzione, rimborsi solo a piè di lista ed eliminazione dell'indennità di fine mandato». Inoltre, la lista Liberi Cittadini propone anche il «divieto di cumulo degli incarichi, un tetto agli stipendi d'oro dei manager pubblici e nomine attraverso procedura di pubblica evidenza».
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CRISTINA QUINTAVALLA (L'Altra Emilia Romagna) «Siamo noi la vera forza alternativa»
Una campagna elettorale «truccata», perché il Pd ha messo in campo «enormi disponibilità economiche con cui ha comprato il consenso e ha promesso potere, rassicurando lobby e clientele». Cristina Quintavalla, candidata della lista L'Altra Emilia-Romagna, sferra l'ultimo attacco al candidato Pd: «Bonaccini ha fondato tutta la sua campagna elettorale su incontri con le associazioni imprenditoriali e di categoria- attacca la candidata di Tsipras- e sempre ha promesse le risorse della regione». Insomma, «ha già ipotecato il bilancio» di viale Aldo Moro con «promesse di aiuto gratuite, senza avere in cambio dalle imprese garanzie a tutela dei lavoratori, a partire dal no alle delocalizzazioni». E ancora: «Domenica non c'è libertà di voto - afferma - per tutti coloro che hanno a cuore i diritti fondamentali la scelta è solo una, votando l'unica alternativa al Pd». La lista Tsipras spinge molto sulla polemica contro i Dem e il governo Renzi. «Assistiamo alla svendita dei diritti, la riforma dell'articolo 18 è radicale e travestita da ipocrisia. è guerra aperta». Ma L'Altra Emilia-Romagna è in allarme per «una destra minacciosa e pericolosa che cerca di conquistare il territorio seminando odio razziale».
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ALESSANDRO RONDONI (Udc - Ncd) «Sprechi nella sanità e macchina più snella»
Alessandro Rondoni, candidato Ncd, è stato quello che in campagna elettorale ha usato i toni più pacati: «Nella sanità la politica deve fare tre passi indietro, noi vogliamo cambiare modello, perchè la Sanità ha otto miliardi di euro, ci sono sprechi anche qui: noi vogliamo un privato verificato, controllato, un patto pubblico-privato con al centro il cittadino. Tutta la Regione deve essere più snella - ha detto - non vogliamo una Regione grassa e le famiglie magre, bisogna tagliare gli sprechi, ci vuole meno burocrazia, si devono ridurre le partecipate, con meno enti di secondo livello e meno assessori. Le partecipate vanno chiuse tutte, in un patto pubblico-privato nuovo. In questo momento l'invasione pubblica è troppo forte e serve più sussidiarietà». Un passaggio ricorrente lo ha legato spesso all’economia: «Per dare impulso all'economia e favorire la ripresa, è necessario sostenere maggiormente il settore dell'agricoltura e dell'agroalimentare, che vanta prodotti tipici di qualità e marchi di eccellenza riconosciuti a livello europeo e mondiale. È necessario che la Regione metta in campo misure a favore della meccanizzazione, con agevolazioni per l'acquisto di nuove macchine e attrezzature agricole». za».
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