Finalmente la cattedrale visibile in ogni dettaglio
Vescovo e sindaco liberano il Duomo dalle ultime impalcature in piazza Grande «La città ritrova il suo tesoro: opera frutto del lavoro di gruppo delle istituzioni»
L'inaugurazione dei restauri del Duomo alla presenza del vescovo Lanfranchi, del sindaco e altre alte personalità, ieri è stata in parte "rovinata", secondo del primo cittadino Muzzarelli, dal leghista Matteo Salvini in piazza Grande. Le autorità sono rimaste "prigioniere" per quasi un'ora in Palazzo comunale, proprio in attesa che Salvini di sotto sulla piazza liberasse lo spazio dove era intervenuto a una iniziativa elettorale, (vedi a pag. 11) con molto ritardo sulla tabella di marcia.
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Sindaco Muzzarelli, che poi si è sciolto e con caschetto d'ordinanza ha tolto l'ultimo pezzo del ponteggio sulla cattedrale. Alla fine dunque il brindisi, un po' in basso tono a dire il vero, davanti alle absidi del Duomo c'è stato ed è servito a ricordare il lungo restauro partito nel 2006 a seguito della caduta di materiale dalla facciata.
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Oltre 7 anni di interventi, affidati alla società modenese "Candini Arte", che gli esperti del ministero dei beni culturali giudicano di elevata qualità. «Finalmente possiamo apprezzare il Duomo di nuovo in tutta la sua bellezza - spiega il direttore regionale del ministero Carla di Francesco - e vi invito a ricordare com'era quando abbiamo deciso di intervenire. Cresceva vegetazione su numerose parti, il degrado causato dalle croste nere era tanto e c'erano fratture dove l'acqua si insinuava causando a lungo andare molti danni. C'erano tante microfratture anche sulla Genesi di Wiligelmo sulla facciata e abbiamo fatto anche molti interventi strutturali, in particolare sui torrini del resto dell'edificio particolarmente danneggiati. Uscirà una pubblicazione che spiegherà ogni cosa relativamente ai lavori sui 6mila metri quadrati del Duomo analizzati centimetro per centimetro».
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La collaborazione tra pubblico e privato ha permesso di raccogliere fondi adeguati ai lavori approfonditi. Dalla Fondazione 2 milioni e 750mila euro (ma sono 6 i milioni messi a disposizione dall'ente dal 1993 per il sito Unesco), 950mila di Unicredit e 850mila del Ministero. Il Comune ha invece finanziato il sito Unesco per altri 550mila euro. A questo proposito il sindaco ha anche annunciato a brevissimo il nuovo Regolamento per il sito di piazza Grande: «Occorrerà prestare attenzione alle iniziative e ai locali sul sito Unesco - ha spiegato - perché non è semplice: tutti amiamo cattedrale e Ghirlandina, ma non dobbiamo stropicciarli. Arriviamo comunque all'obiettivo di indossare l'abito buono per festa dell'Expo del 2015, come promesso. La fine dei restauri è un momento di gioia».
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Anche il vescovo Lanfranchi lo pensa: «Duomo restituito alla sua bellezza alle tante persone che lo apprezzano: i modenesi fecero molto per la costruzione della Casa di San Geminiano». Il presidente della Fondazione Landi: «Tutti apprezziamo questo lavoro e la collaborazione tra le istituzioni, la nostra fondazione ha al primo punto la salvaguardia del patrimonio». Interviene infine Giuseppe Zanardi manager Unicredit: «Ho l'ufficio sulla piazza e ho seguito l'intervento,oggi siamo una banca internazionale, ma abbiamo a cuore Modena».
Stefano Luppi
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