Fiom: «Maserati ora calerà la produzione»
Il sindacato è preoccupato: «Da gennaio le vetture scendono da 19 a 15 e le Alfa si stabilizzano a 12»
A partire dal mese di gennaio la produzione del marchio Maserati nella stabilimento modenese di viale Ciro Menotti scende dalle attuali 19 vetture a 15 vetture, mentre il progetto dell'Alfa 4C si stabilizzerà a 12 vetture giornaliere.
È quanto è stato comunicato alla Rsa Fiom/Cgil dalla direzione aziendale del Tridente in un incontro nei giorni scorsi (avvenuto separatamente rispetto agli altri sindacati, quelli firmatari del contratto collettivo specifico di lavoro del gruppo Fiat-Chrysler). Una comunicazione che preoccupa la Fiom modenese, perchè conferma il temuto calo dei volumi produttivi all'ombra della Ghirlandina.
«Ciò conferma le preoccupazioni da tempo sollevate dalla sola Fiom - dicono dal sindacato di Modena – mentre le altre organizzazioni sindacali hanno sempre minimizzato giudicando esagerati i nostri allarmi, sostenendo che non ci sarebbe stato alcun problema in Maserati. I volumi diminuiscono invece in modo significativo: si parla di 400 auto in meno tra Maserati e Alfa. L'altro tema molto preoccupante è che a fronte di un aumento di 400 vetture a marchio Alfa c'è un calo di 800 vetture a marchio Maserati, in un contesto di aumento di volumi produttivi e di vendita del marchio Maserati prodotto a Grugliasco. Evidente l'intenzione dell'azienda di non investire sulla produzione di vetture di alta gamma nello stabilimento di Modena. Maserati non ha ancora formalizzato ai sindacati quali siano per Modena i nuovi progetti che sostituiranno le produzioni attuali che stanno terminando il loro ciclo produttivo. L’unica decisione assunta da Maserati è che i lavoratori in distacco da altri stabilimenti (circa 70) saranno rimandati gradualmente nelle loro sedi lavorative di provenienza entro il 15 febbraio».
Da qui la richiesta della Fiom alle altre sigle sindacali di condividere un percorso per un incontro unitario con la direzione Maserati che «impegni l'azienda a presentare un piano industriale credibile. È giunto il momento di convocare un'assemblea unitaria con tutti i lavoratori, anziché andare ad assemblee separate. Sul futuro di Maserati deve continuare l’attenzione delle istituzioni modenesi. È necessario convocare un tavolo istituzionale con la presenza di tutte le organizzazioni sindacali».
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