«Pena espiata, ma ci tengono rinchiusi»
Lo chiamano “ergastolo bianco”. Molti internati hanno raccontato ieri di avere terminato la loro pena. Eppure sono ancora rinchiusi. «Siamo sequestrati di Stato» ha spiegato una delle persone...
Lo chiamano “ergastolo bianco”. Molti internati hanno raccontato ieri di avere terminato la loro pena. Eppure sono ancora rinchiusi. «Siamo sequestrati di Stato» ha spiegato una delle persone presenti lì dentro. Non possono uscire perché considerati “pericolosi” o perché, hanno detto ancora, senza casa o lavoro. «Il lavoro non è che però ci piove dal cielo - ha aggiunto un altro - dobbiamo essere noi a cercarlo. Ma come facciamo se siamo sempre qui dentro?». «La chiamano Casa Lavoro - ha ripreso il primo - eppure quello che facciamo dalle 8.30 alle 19 è passeggiare nei corridoi». «Il lavoro è solo a rotazione - ha ribadito un altro - venticinque fanno qualcosa e gli altri niente». Non sono solo modenesi, anzi. C’è la storia di chi viene da Torino, ha un mutuo e una moglie senza lavoro, eppure non può uscire. Alcuni sono extracomunitari. «Ce ne sono solo tre in Italia - ha spiegato un’educatrice - ho visto persone che hanno scontato la pena di un anno, eppure dopo cinque sono ancora dentro. La maggior parte ha avuto problemi con la droga. Sono pochi, poveri, non riescono a pagare il loro avvocato, non ci sono colletti bianchi né grossi delinquenti. Molti non hanno neanche da vestirsi. Ci sono alcuni volontari che vengono da Modena, ma da Castelfranco non ha risposto nessuno. Gli scout hanno dato una mano con una colletta» «C’è anche razzismo - ha denunciato una persona internata - agli extracomunitari i permessi non vengono dati». Il malcontento non è verso il direttore né i secondini («sono anche brave persone»), ma contro il sistema. «L’unico scopo qui è distruggere le persone e di conseguenza le loro famiglie», hanno concluso. (g.f.)
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