Salvini in piazza contestato dagli autonomi
Prima collegamento in diretta con Kyenge, poi botta e risposta con tanto di balletto finale
«Sono qui tra fascisti, nazisti e razzisti per far cambiare colore all’Emilia Romagna». Matteo Salvini ha risposto in modo provocatorio alle contestazioni durante il comizio di piazza Grande. Il suo camper è stato parcheggiato a pochi metri da dove il sindaco, Gian Carlo Muzzarelli, e l’arcivescovo Lanfranchi avrebbero dovuto inaugurare da lì a poco il nuovo “look” del duomo. Sceso dal mezzo, s’è concesso prima ai giornalisti e poi ai circa 50 manifestanti presenti. I temi rilanciati sono stati agricoltura, terremoto e alluvione. A livello di alleanze, porta chiusa a Schifani e al Ncd: «Schifani chi?». Tra lui e la Ghirlandina c’erano una decina di ragazzi e autonomi che protestavano con striscione: «Liberi dalla Lega». «Modena è città medaglia d’oro per la Resistenza - ha spiegato un lavoratore precario - non vogliamo che ci siano razzisti o persone che distribuivano spray contro i clandestini». «È inconcepibile tale dispiego di forze dell’ordine - ha aggiunto una studentessa d’Antropologia - per un personaggio politico». Non c’è stato né alcun disordine né alcun contatto diretto. Poco dopo, Matteo Salvini ha tenuto un confronto a distanza sui microfoni di Sky con Cécile Kyenge. Concluso il dibattito, Salvini è salito sul palco presso la Preda Ringadora per le regionali. Ha parlato di «razzismo al contrario» verso gli italiani, poi è partita la contestazione. «Ma cosa dici?», hanno detto i manifestanti. «Quando vi chiudono gli ospedali vediamo a chi rompete le balle», la risposta. «Vergogna». Il confronto è proseguito fino a quando è stato apostrofato con «fascista». Salvini s’è messo a saltellare sul palco dicendo: «Sono fascista, me lo dico da solo».(g.f.)
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