Gazzetta di Modena

Modena

carpi

Sorpresa: il tessile va bene grazie al boom dell’export

di Serena Arbizzi
Sorpresa: il tessile va bene grazie al boom dell’export

Il fatturato di settore a quota 1 miliardo e 446 milioni con una crescita del 3,1% Nota dolente la subfornitura che rappresenta solo un quarto della produzione

2 MINUTI DI LETTURA





Un fatturato complessivo pari a 1446 milioni di euro a prezzi correnti, vicino ai livello del 2010, con una crescita pari al 3,1%, sebbene inferiore al picco massimo raggiunto nel 2008. Ancora, 879 imprese attive, meno delle 919 presenti sul mercato nel 2013 e 7022 addetti previsti quest’anno, anche in questo caso in diminuzione rispetto ai 7321 del 2013. Tuttavia, c’è un aspetto estremamente positivo che fa tirare un sospiro di sollievo: la quota consistente di export, in forte aumento rispetto al passato. Queste alcune delle sfaccettature messe in luce dall’Osservatorio del settore Tessile Abbigliamento del distretto di Carpi. La pubblicazione, molto attesa dagli operatori del comparto, è ancora fresca di stampa ed esce a distanza di tre anni dalla precedente. Sfogliando le pagine dell’Osservatorio, redatto da R&I srl, è possibile notare come soltanto un nucleo molto ristretto di imprese riesca ad aumentare il proprio fatturato nel periodo 2010/2013 (il 18,6% del totale) e, in termini di valore, sono soltanto alcune imprese di maggiori dimensioni con marchi ad elevata visibilità a crescere significativamente, tanto da bilanciare la consistente diminuzione di fatturato avvenuta nelle altre imprese finali. «L’evoluzione del fatturato vede un incremento nell’export – commenta il vice sindaco Simone Morelli – nel 2014 le vendite estere sono pari al 35,9%. Le imprese che diminuiscono maggiormente, inoltre, sono quelle che operano in subfornitura, mentre il numero di imprese finali è stabile. Il distretto ha dimostrato capacità di rinnovamento, grazie al riposizionamento di una parte delle imprese su fasce di mercato a maggiore valore aggiunto, tramite consistenti investimenti in ricerca su prodotto, marchio e reti distributive». Tra le strategie adottate dalle imprese con fatturato stabile o in crescita, l’apertura di negozi monomarca in località strategiche dal punto di vista dei flussi turistici. Inoltre, la produzione decentrata all’estero raggiunge nel 2013 il livello più elevato pari al 47,9%: 44,1% se si tralasciano gli accessori. In questi anni di crisi, infatti, la produzione affidata alla subfornitura del distretto è sceso a poco più di un quarto del totale. La produzione venduta dalle imprese finali del distretto, poi, vede diminuire l’incidenza dei prodotti 100% made in Italy: nel 2013 i capi manufatti completamente in Italia erano il 52,4% del fatturato, mentre nel 2008 tale quota era del 68,7%. Grande incidenza ha poi registrato il sisma del 2012: il 26% delle imprese ha subìto danni e sostenuto costi pari a circa 18 milioni per ripristino edifici (66,8%), adeguamento antisismico (12,9%), delocalizzazioni (10%), scorte e macchinari (9,8%).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google