FrignAut parte con l’attività Presto la sede definitiva
PAVULLO. Inizierà domani pomeriggio l'attività di FrignAut, l'associazione che vuole dare un aiuto concreto alle famiglie con bambini autistici. Si partirà in una sede per il momento temporanea, cioè...
PAVULLO. Inizierà domani pomeriggio l'attività di FrignAut, l'associazione che vuole dare un aiuto concreto alle famiglie con bambini autistici. Si partirà in una sede per il momento temporanea, cioè la dacia della Protezione civile di via Ricchi, in attesa di individuare uno spazio ad hoc per il quale la presidente dell’associaizone, Stefania Beneventi, ha lanciato un appello giovedì sera alla cerimonia di consegna delle borse di studio finanziate dal Lions.
E le sollecitazioni non sembrano essere cadute nel vuoto: «Mi ha chiamato il vicesindaco Minelli – ha spiegato ieri la stessa Beneventi – assicurandomi che con l'inizio del nuovo anno potremo andare negli spazi dell'ex asilo “I Folletti”. Se serviranno tempi più lunghi per questioni tecniche, mi ha garantito che potremo comunque continuare l'attività qui dalla Protezione civile anche dopo il 31 dicembre. Sono sviluppi importanti, speriamo vada tutto bene».
Finora infatti l'associazione non aveva avuto garanzie per uno spazio suo, nonostante la disponibilità al pagamento delle utenze. Ora le cose sembrano volere al meglio.
L'intento è quello di diventare una realtà sempre più articolata, un vero e proprio punto di riferimento per le famiglie che fanno i conti con questa “disabilità nascosta”, ma che segna profondamente. Da domani si parte intanto con un'attività che è stata studiata a lungo nei mesi scorsi, dando modo a otto bambini di fare quattro ore alla settimana di terapia cognitivo-comportamentale, in contatto con la Neuropsichiatria e l'associazione Aut Aut di Modena. Un aiuto concreto per famiglie magari alle prese con la crisi economica, che potranno usufruire del servizio in maniera gratuita, visto che il personale è pagato dall'associazione grazie a finanziamenti vari (tra cui quello dei Lions ricevuto durante la serata di giovedì).
In servizio ci saranno quattro giovani laureati in Scienze della Formazione o Psicologia, debitamente formati a partire dal mese di maggio, quando l'associazione ha iniziato a muovere i suoi primi passi.
«Vogliamo insegnare a questi bambini a vivere e a interagire con il territorio – ha sottolineato la Beneventi – ma per questo serve in primo luogo un impegno delle loro famiglie a venire allo scoperto per affrontare insieme la malattia, che non è quella di Rain Man: ci sono momenti molto duri, in cui serve davvero aiuto». Ma ce la si può fare, per le famiglie e per i bambini autistici c’è più di una speranza, cominciano a esserci vere e proprie certezze.
Daniele Montanari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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