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Arboricoltura, novità da Vignola

Arboricoltura, novità da Vignola

La ditta “Magif” ha realizzato una copertura dinamica per alberi da frutto

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È “made in Vignola” una delle innovazioni più interessanti degli ultimi anni nel settore dell’arboricoltura.

Si tratta di una copertura dinamica per alberi da frutto, denominata “Cap Solutions” e già protetta da 4 brevetti internazionali intestati a Magif, ditta di progettazione dell’ingegnere vignolese Angelo Cappi. L’idea di questa nuova soluzione è frutto del lavoro d’equipe di tre ingegneri: il già citato Angelo Cappi, suo figlio Andrea e il genero Roberto Luscardo. Un’innovazione nata quindi tutta in famiglia, inizialmente per rispondere a un’esigenza strettamente famigliare, che però oggi è già richiesta in giro per il mondo.

«Tutto è cominciato – racconta Angelo Cappi – quando qualche anno fa io e mia sorella abbiamo deciso di mettere le coperture tradizionali su ciliegie coltivate in un podere di famiglia a Vignola. Sono 12 ettari di terreno, in parte coltivati a ciliegio. Ebbene, a parte la macchinosità e la fatica di aprire e chiudere i teli tradizionali (60 ore - uomo per aprirli e 60 ore - uomo per chiuderli), abbiamo sperimentato che ogni anno è difficile salvare la produzione da condizioni impreviste. Ad esempio è successo che una gelata primaverile ha danneggiato pesantemente le gemme. Inoltre, sia le ciliegie sia le piante da frutto in genere, ogni anno possono soffrire dell’aumento della temperatura sotto i teli, perdendo in qualità e in produttività. Capimmo che era necessario un sistema agile, che si potesse velocemente aprire e chiudere solo all’occorrenza. Cercammo allora sul mercato una copertura dinamica e verificammo che non esisteva alcun brevetto che rispondesse a queste caratteristiche. Così provammo a trovare noi una soluzione. Dopo varie prove e sperimentazioni, siamo riusciti a mettere a punto una copertura dinamica che, grazie a un semplice comando o dell’agricoltore o di un computer centrale, in pochi minuti si apre o si chiude su un’intera piantagione di alberi da frutto».

«A seguito dell’interesse di testate specializzate - continua Cappi - e delle richieste da tutto il mondo, abbiamo allargato lo spettro delle possibili utilizzazioni alle colture più svariate: in Sudafrica ci hanno contattato per il melograno, dalla Colombia per le erbe officinali, dalla Nuova Zelanda per i kiwi. Attualmente siamo in fase di prototipo avanzato che contiamo di perfezionare attraverso il proseguimento nella collaborazione con alcune università italiane ed estere; l’obiettivo è quello di sviluppare un algoritmo che, elaborando i dati di temperatura, pressione atmosferica, raggi uv, vento, umidità e pioggia provenienti da sensori installati sull’impianto, permetta in automatico di aprire e chiudere i teli nei momenti opportuni. Ma pensiamo che il nostro lavoro non finisca qui: riteniamo infatti possibile perfezionare il sistema anche per eliminare in vari casi gravi attacchi parassitari». (m.ped.)

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