«Comprerei un’azienda» «Io costruirei un ospizio»
Infinite idee e tutte diverse su come spendere una cifra come quella vinta A Sassuolo c’è chi pensa alla solidarietà e chi invece a viaggi e automobili
Già nella mattinata di ieri si era diffusa in tutta Sassuolo, e non solo la notizia, della maxi vincita al Superenalotto. In centro non mancavano i capannelli di amici che discutevano tra loro su come avrebbero impiegato oltre 40 milioni di euro se la vincite avesse baciato proprio loro.
Monica Manzini si è dimostrata decisa e pragmatica fin da subito: «Andrei in un’isola deserta, tutta mia». La sua amica Alice Corsini ha invece detto: «Salderei tutto quello che devo pagare e me li godrei». Francesco Marino ha spiegato: «Io con 40 milioni di euro comprerei una casa e sistemerei tutta la mia famiglia».
Mauro Medici ha aggiunto: «Sicuramente una vincita del genere sarebbe anche un po’ traumatica, per uno che è abituato ad andare a lavorare. Io una casa ce l’ho, magari mi comprerei una macchina nuova, forse una Maserati». Giovanni Gherardi, intento a lavorare allo stand del Gruppo Alpini di Sassuolo, ha detto: «Cambierei senz’altro la macchina e mi farei una bella settimana in Sardegna, tipo a Santa Teresa di Gallura». Alberto Forcellini ha riflettuto dicendo: «In effetti bisognerebbe pensarci a come investire 40 milioni di euro. Per quanto mi riguarda, penserei a come investirli, a come incrementare la mia attività». Anche Federica Barbieri ha detto: «Pure io continuerei a lavorare, poi certo mi farei e farei dei regali e della beneficenza». Gilberto Bastreghi non ha dubbi: «Io li investirei in un’attività produttiva. Lavorando nel settore alimentare, probabilmente penserei a questo comparto, anche se non è detto». Luisa Berselli, da buona sassolese, avrebbe a cuore anche la sua città. «Dodici milioni di euro li darei al Comune per realizzare il ricovero per anziani, perché Sassuolo ne ha bisogno, solo che non si costruisce perché appunto mancano i fondi. Me ne rimarrebbero abbastanza per vivere bene». Pure Marino Vacondio penserebbe anche al decoro della sua città. «Investirei parte della vincita per sistemare la chiesa di san Giorgio, che ne ha bisogno, e il campanile. Poi vorrei migliorare l’estetica di Sassuolo, renderla più bella». Pure Michele Ordine ha le idee piuttosto chiare su come investire una vincita da 40 milioni di euro: «Continuerei a lavorare, ma magari solo dal lunedì al giovedì. Poi aiuterei un bel po’ di famiglie povere italiane e, naturalmente, anche tutta la mia famiglia, che è molto numerosa». Il suo amico Tommaso Balducci invece la pensa diversamente: «Io non lavorerei e girerei per tutto il mondo, nei paesi caldi. Appena viene freddo da una parte, andrei al caldo in un altro paese».
Intanto, per gli amanti delle statistiche e per chi continua a inseguire la fortuna, l’Emilia Romagna si conferma una regione con un buon piazzamento in questo senso. Nella storia delle regioni più premiate dalle vincite di prima categoria, la Campania è al primo posto con 17 “6” a Superenalotto, seguita dal Lazio con 16. Alle loro spalle si avvicina l’Emilia Romagna, che con il jackpot centrato l’altra sera a Sassuolo ne conta 12, poi c’è la Puglia con 10, mentre la Toscana è a quota 9. Sono invece quattro le regioni che dal 1997 (anno di inizio del concorso del Superenalotto) a oggi non hanno mai realizzato un “6”: si tratta di Liguria, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Molise.
Marco Pederzoli
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