Gazzetta di Modena

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regionali 2014

«In tanti anni mai vista così poca gente al seggio»

di Marcello Radighieri
«In tanti anni mai vista così poca gente al seggio»

Nessuna coda nelle sezioni della provincia, i veterani ricordano i referendum Sono soprattutto i giovani sotto i 30 anni ad aver disertato questa tornata

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AAA cercasi elettori. La domenica modenese a seggi aperti scorre via fin troppo tranquilla, segnata da un andirivieni costante ma decisamente limitato. Il trend, ampiamente previsto e temuto, appare chiaro da subito. A partire, cioè, dalle 7, quando l’apertura delle urne segna l’avvio di un afflusso a dir poco centellinato. Per almeno due ore si va avanti così, tanto che in diversi seggi gli elettori raggiungono a malapena la doppia cifra (in termini assoluti, non percentuali). Poi, lentamente, a partire dalle 9 il via vai aumenta, registrando un – comunque contenuto – “boom” in tarda mattinata. Tanto che, intorno a mezzogiorno, orario prefissato per la prima rilevazione ufficiale, la percentuale raggiunge l’11%. La flessione c’è, ma a prima vista non sembra catastrofica. Rispetto al 2010 si parla di tre punti percentuali in meno. Anche se, è bene ricordarlo, allora le urne rimanevano aperte anche il lunedì. Dai seggi, in ogni caso, testimoniano che l’affluenza è «scarsa, scarsissima». Gli addetti più esperti giurano di non aver mai visto percentuali così basse, consultazioni referendaria a parte: «Sono tanti anni che faccio questo lavoro – spiega uno dei presidenti - e non ho mai visto numeri simili». E la situazione non migliora di certo nel pomeriggio. Dopo la pausa pranzo l’afflusso stenta a riprendere. Non è raro entrare in un seggio e trovarlo quasi deserto, con gli scrutatori intenti ad ingannare il tempo. Di file, per tutta la giornata, nemmeno l’ombra – anzi, alcuni presidenti spiegano di non aver nemmeno messo le matite copiative in tutte le cabine. Conseguentemente, i disagi elettorali sono un ricordo lontano. Tra chi sottolinea che con una simile affluenza «è praticamente impossibile averne» e chi elogia la macchina organizzativa del Comune, nella gran parte dei seggi spiegano di non aver avuto «alcun tipo di problema». Tuttalpiù qualcuno che continua a fare confusione con il voto disgiunto e chiede chiarimenti in merito. Ma per il resto, la giornata elettorale “vola via” con calma, quasi noiosa. Astensione a parte, ovviamente. Si torna sempre lì, a quelle percentuali che, di ora in ora, fotografano una disaffezione sempre più estesa. Soprattutto tra i giovanissimi, che sembrano aver disertato in massa queste regionali. Gli under 30 recatisi alle urne, a detta di diversi presidenti di seggio, si contano sulle dita di una mano. E anche guardando all’elettorato in generale la situazione non è certo rosea. Alle 17 ha votato, quando va bene, un elettore su tre – e in alcuni seggi è andata decisamente peggio. Qualsiasi paragone risulta di conseguenza impietoso.

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