«In tanti anni mai vista così poca gente al seggio»
Nessuna coda nelle sezioni della provincia, i veterani ricordano i referendum Sono soprattutto i giovani sotto i 30 anni ad aver disertato questa tornata
AAA cercasi elettori. La domenica modenese a seggi aperti scorre via fin troppo tranquilla, segnata da un andirivieni costante ma decisamente limitato. Il trend, ampiamente previsto e temuto, appare chiaro da subito. A partire, cioè, dalle 7, quando l’apertura delle urne segna l’avvio di un afflusso a dir poco centellinato. Per almeno due ore si va avanti così, tanto che in diversi seggi gli elettori raggiungono a malapena la doppia cifra (in termini assoluti, non percentuali). Poi, lentamente, a partire dalle 9 il via vai aumenta, registrando un – comunque contenuto – “boom” in tarda mattinata. Tanto che, intorno a mezzogiorno, orario prefissato per la prima rilevazione ufficiale, la percentuale raggiunge l’11%. La flessione c’è, ma a prima vista non sembra catastrofica. Rispetto al 2010 si parla di tre punti percentuali in meno. Anche se, è bene ricordarlo, allora le urne rimanevano aperte anche il lunedì. Dai seggi, in ogni caso, testimoniano che l’affluenza è «scarsa, scarsissima». Gli addetti più esperti giurano di non aver mai visto percentuali così basse, consultazioni referendaria a parte: «Sono tanti anni che faccio questo lavoro – spiega uno dei presidenti - e non ho mai visto numeri simili». E la situazione non migliora di certo nel pomeriggio. Dopo la pausa pranzo l’afflusso stenta a riprendere. Non è raro entrare in un seggio e trovarlo quasi deserto, con gli scrutatori intenti ad ingannare il tempo. Di file, per tutta la giornata, nemmeno l’ombra – anzi, alcuni presidenti spiegano di non aver nemmeno messo le matite copiative in tutte le cabine. Conseguentemente, i disagi elettorali sono un ricordo lontano. Tra chi sottolinea che con una simile affluenza «è praticamente impossibile averne» e chi elogia la macchina organizzativa del Comune, nella gran parte dei seggi spiegano di non aver avuto «alcun tipo di problema». Tuttalpiù qualcuno che continua a fare confusione con il voto disgiunto e chiede chiarimenti in merito. Ma per il resto, la giornata elettorale “vola via” con calma, quasi noiosa. Astensione a parte, ovviamente. Si torna sempre lì, a quelle percentuali che, di ora in ora, fotografano una disaffezione sempre più estesa. Soprattutto tra i giovanissimi, che sembrano aver disertato in massa queste regionali. Gli under 30 recatisi alle urne, a detta di diversi presidenti di seggio, si contano sulle dita di una mano. E anche guardando all’elettorato in generale la situazione non è certo rosea. Alle 17 ha votato, quando va bene, un elettore su tre – e in alcuni seggi è andata decisamente peggio. Qualsiasi paragone risulta di conseguenza impietoso.
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